Gazprom nel mirino della Commissione europea

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La Commissione europea ha avviato una procedura anti-dumping nei confronti della russa Gazprom. I reati che potrebbero essere contestati nei all’azienda russa sono tre: abuso di posizione dominante sui mercati del gas nei Paesi dell’Europa centrale e orientale, ostacolare la diversificazione delle forniture energetiche verso l’Unione europea, infine la terza accusa parla di “spingere al rialzo il prezzo del gas” presso i suoi clienti.

Le regole di concorrenza europee prevedono in caso di riconoscimento di dumping da parte di Gazprom di una multa fino al 10 per cento del fatturato annuo della società che ammonterebbe a 10 miliardi di euro. 

Se ci si sofferma alle sole tre repubbliche baltiche si scopre che queste importano dalla Russia almeno i due terzi del loro gas da Gazprom. La questione dunque è molto delicata, le relazioni tra la Russia e alcuni paesi dell’UE sono già tese, e ora rischiano di inasprirsi maggiormente, e questo potrebbe portare anche a problemi sociali-politici a livello locale, Estonia, Lettonia  e Lituania hanno infatti delle minoranze russe entro i loro confini (25% in Estonia) che se debitamente sollecitate potrebbero creare non pochi problemi alla gestione quotidiana del governo delle tre repubbliche baltiche. Come se non bastasse di recente alcuni Paesi dell’Europa orientale hanno deciso di adottare le misure relative al terzo pacchetto energia dell’Unione europea, che andrebbe a danneggiare economicamente Gazprom. L’Estonia è stata l’ultima in ordine di tempo ad aderire a questo progetto europeo e a varare di conseguenza una normativa nazionale in cui manda in soffitto i monopoli di stato in materia di gas naturali per dare vita alla libera concorrenza. In terra estone fino ad oggi vi era una sola azienda di gas naturale,  Eesti Gaas, che si rifornisce prevalentemente da Gazprom 37%, ma a essere più più dipendenti dalla Russia per il rifornimento di gas sono in realtà Lituania e Lettonia. La Commissione europea dal canto suo ha fatto sapere che l’indagine sulla azienda russa è del tutto normale, si tratta di una revisione periodica  su una azienda estera che opera in Europa. Un funzionario della Commissione europea ha dichiarato a Itar-Tass, «al momento non abbiamo intenzione di avviare una inchiesta anti-monopolio. Si tratta di una indagine preliminare, che porterà a confermare o respingere i sospetti». A latere di questa guerra del gas non va dimenticata l’annosa questione commerciale, la Russia da poco entrata nel WTO ha già cominciato a pestare i piedi e a pretendere l’abbattimento dei dazi doganali e questo di certo non è piaciuto alla Vecchia Europa.