il bluff di Gazprom

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RUSSIA – Mosca 03/04/2014. La Gazprom, icona della Russia contemporanea, è in crisi.

Ad aprile 2007,  il vice amministratore delegato di Oao Gazprom (Ogzd), Alexander Medvedev, descriveva i grandi progetti futuri della società. Tramite l’esportazione monopolistica di gas naturale, la Russia aspirava ad essere la più grande azienda al mondo; per Medvedev,  il suo valore di mercato sarebbe quadruplicato 1 trilione di dollari in sette anni. Riporta EinNews che la stima di Medvedev era fuori di  910 miliardi di dollari. Dal 2007, nessuna azienda, tra le prime 5000 del mondo, ha subito un crollo più grande di Gazprom nella capitalizzazione di mercato, un crollo di 154 miliardi di dollari emblematico del malessere che vive l’economia russa. La società gasifera statale è crollata per tre anni consecutivi avendo intensificato i propri investimenti al di fuori del settore del gas: dai giochi olimpici di Sochi ai progetti in Siberia. Sergei Kupriyanov, portavoce di Gazprom, ha detto nei giorni scorsi che la prevista crescita di 1.000 miliardi di dollari, annunciata nel 2007, «è stata fatta fuori dal contesto» perché realizzata quando i prezzi del petrolio erano tendenzialmente in aumento. Kupriyanov ha detto che le sanzioni europee e statunitensi alla Russia approvate dopo la questione della Crimea hanno contribuito al crollo del
prezzo delle azioni di Gazprom. Il valore è sceso dell’11 per cento nel 2014, 7,68 dollari al NYSE.  Il Micex Index Russia (Indexcf) è sceso del 19 per cento negli ultimi sette anni, entrando inna fase “orso” il 13 marzo dopo l’”annessione”  della Crimea, innescando la peggiore situazione di stallo tra Russia e Stati Uniti dalla fine della Guerra Fredda. La Banca Mondiale ha già detto che la crisi aumenta il rischio per la Russia di cadere in recessione nel 2014, dopo una crescita rallentata, 1,3 per cento, nel 2013 , il ritmo più debole in quattro anni. L’economia dovrebbe probabilmente espandersi meno dell’1 per cento nel 2014 secondo il presidente della banca centrale Elvira Nabiullina. Putin ha potenziato il ruolo dello Stato nell’economia. Circa dieci anni fa, la statale Oao Rosneft  inglobò la Yukos Oil Co., il più grande produttore russo di greggio, dopo che il governo aveva messo in carcere il fondatore dell’azienda, Mikhail Khodorkovsky (nella foto). Nel 2013, Rosneft ha acquistato Tnk -Bp, joint venture petrolifera di Bp Plc in Russia per 55 miliardi di dollari. L’utile di Gazprom per i primi nove mesi del 2013, calcolati secondo gli standard russi è sceso del 9 per cento a 467 miliardi di rubli (13 miliardi di dollari) . L’utile secondo gli standard internazionali è aumentato del 4 per cento passando a 859 miliardi di rubli. L’ azienda non ha rivelato i suoi  guadagni per l’intero anno. Con circa 3 miliardi di dollari di spesa previsti per le Olimpiadi e miliardi spesi in più sulle nuove vie di transito del gas verso l’Europa bypassando l’Ucraina, Gazprom ha detto che non ha fondi sufficienti per distribuire più soldi agli azionisti. Allo stesso tempo , il governo ha congelato i prezzi interni dei prodotti Gazprom e ha aumentato le tasse, mentre il debito dell’Ucraina per le forniture di gas è cresciuto fino arrivare a circa1,8 miliardi di dollari. Per Ein News, Gazprom «non viene gestita come un ente di massimizzazione del profitto, bensì persegue una agenda politica governativa.