GAZA. Per l’ONU è una polveriera

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Il conflitto israelo-palestinese continua senza prospettive di soluzione politica e «Gaza sta per esplodere», ha dichiarato Nikolay Mladenov, coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, esortando entrambe le parti ad evitare ulteriori scontri lungo il confine dell’enclave.

«Le vecchie ferite continuano a sanguinare e ad aggravarsi mentre parliamo, rischiando lo scoppio di un’altra guerra», ha detto Mladenov al Consiglio di sicurezza durante un dibattito aperto sulle crisi che colpiscono la regione. Anche se il suo briefing ha coperto le situazioni in Siria, Yemen e Libano, Mladenov si è concentrato in gran parte sulla crisi in atto lungo la recinzione di Gaza, che si trova al confine della piccola enclave con Israele, riporta un comunicato Onu.

Nelle ultime quattro settimane, decine di migliaia di palestinesi a Gaza si sono dati appuntamento per protestare contro il blocco dell’enclave. Le manifestazioni della “Grande marcia del ritorno” continueranno e culmineranno intorno al 15 maggio e potrebbero estendersi alla Cisgiordania e oltre. Dal 30 marzo, durante queste manifestazioni, 35 palestinesi sono stati uccisi e molti sono stati i feriti dalle forze di sicurezza israeliane. Non sono state segnalate vittime israeliane.

Israele ha accusato Hamas , la Jihad islamica e altri gruppi militanti di usare le proteste, donne, bambini e anziani, come copertura per infiltrarsi in Israele e commettere attentati terroristici. L’inviato dell’Onu ha esortato Israele a calibrare il suo uso della forza e a ridurre al minimo l’uso del fuoco, e ha invitato Hamas e i leader delle manifestazioni a tenere i manifestanti lontani dalla recinzione di Gaza.

La combinazione di sicurezza, sviluppo e deterioramento umanitario, insieme all’impasse politica, rende Gaza «una polveriera», ha detto Mladenov, chiedendo un’azione per prevenire un’altra guerra nell’enclave, scossa da sette settimane di scontri nell’estate del 2014 tra le forze israeliane e i militanti palestinesi.

«Le persone non dovrebbero essere destinate a trascorrere la loro vita circondate da confini che è proibito attraversare, o da acque che è proibito navigare. Non dovrebbero essere destinati a vivere sotto il controllo di Hamas, che investe in attività militanti a spese della popolazione». L’inviato Onu ha esortato ad intensificare gli sforzi per sostenere le parti nella promozione di una pace sostenibile israelo-palestinese sulla base della soluzione dei due Stati, con la coesistenza pacifica di Israele e Palestina come paesi indipendenti.

Lucia Giannini