Feriti di Gaza negli ospedali italiani

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ITALIA – Roma 07/08/2014. Dopo la visita all’ospedale Saint Joseph di Gerusalemme est, dove sono stati ricoverati alcuni dei feriti più gravi, un gruppo di parlamentari italiani, testimone oculare della drammatica situazione vissuta dalle strutture ospedaliere dell’area, denunciando il disperato bisogno di aiuto si è fatto promotore, presso il governo e la regione Piemonte, di una iniziativa tesa a creare un corridoio umanitario per portare in Italia i feriti più gravi.

La richiesta prevede la creazione di un cordone sanitario che permetta di evacuare via mare i feriti – donne e bambini per primi – con l’ausilio della Marina e dell’Aeronautica militare, sull’esempio delle operazioni già attuate per altre crisi umanitarie come quella del Ruanda nel ’94 e quella del Kosovo nel ’98. I feriti verranno in questo modo trasferiti in Italia dove, grazie alla collaborazione degli ospedali italiani, riceveranno tutte le adeguate cure mediche, cure che a Gaza non possono essere garantite a causa delle disperate condizioni degli ospedali – che rimangono senza acqua e corrente elettrica. Secondo i dati Onu i morti sono circa 1938, in gran parte civili di cui 460 bambini e 246 donne. Nella lettera si fa menzione ad una sola, forte richiesta: fornire aiuto sanitario alla popolazione, il più presto possibile.