Sentimenti filo russi europei

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MOLDAVIA – Gaugazia. 23/05/14. Mentre tutti i riflettori sono puntati sul destino dell’Ucraina, che Putin ha detto essere in piena guerra civile. Vi sono delle autonomie regionali poco osservate ma rilevanti nello scacchiere a Est dell’Europa. Fonte IA REGNUM.

Tra queste la Gaugazia. Secondo la testata “United Gaugazia” il referendum tenutosi il 2 feb 2014 in Gagauzia ha decretato che il 98,09% dei suoi membri ha votato per una Gagauzia autonoma. Il referendum ha deciso inoltre che se la Moldavia perde la sua sovranità la Gaugazia entrerà a far parte dell’Unione doganale (97,43%) e comincerà le manovre di avvicinamento alla Federazione Russa. Contro l’adesione all’Unione europea hanno votato il 98,47% degli abitanti. Fonte IA REGNUM.
Anche se i cittadini della Gaugazia definiscono illegittimo il separatismo. In sostanza nella regione della Gaugazia i cittadini si sentono più russi che non moldavi. Tra le note di colore il fatto che tutti i documenti che arrivano dalla capitale necessitano ancora di traduttori perché molti in Gaugazia non parlano il moldavo ma solo il russo. E vice versa, bisogna far tradurre tutte le proposte di legge, documenti dal russo al moldavo per il governo centrale. Il dato reale è la crisi economico, ild tao culturale è che ai tempi dell’URSS, poco, ma si mangiava tutti i giorni, si studiava tutti, si lavorava tutti. L’Unione europea dunque non è così appetibile come lo è il ricordo della ex Unione Sovietica.
Nell’articolo della testata della Gaugazia si fa un paragone: «Non vi è stato nessuno sviluppo socio-economico nel paese. Non sono stati creati posti di lavoro, non si è fatto nulla per attrarre investimenti » questa è l’integrazione europea. Sempre sulla testata si legge: «La corruzione è radicata, e il sistema giudiziario diventa improvvisamente equo, in Transnistria il problema si è risolto. Tutto risolto immediatamente e con determinazione». Il referendum in Gagauzia – era sia di tipo consultivo che legislativo – ed effettivamente sindaci e cittadini hanno chiesto l’autonomia. Da parte del governo centrale si è deciso che meglio dare l’autonomia visto i tempi. E così la gente a favore dell’autonomia è neutrale verso la Moldavia, non è interessata alla NATO e altri blocchi politico-militari, con una forte propensione a stringere i rapporti con la Russia, la Turchia, l’Ucraina, la Bulgaria e altri paesi. Il fatto, si legge ancora nel giornale, è che in 20 anni di autonomia in Gagauzia vi sono atti solo: «scontri, bugie e inganni». A credere invece nel progetto europeo il leader del Partito Democratico di Moldavia (PDM) in Gagauzia Nicholas Dudoglo che continua a cercare di convincere gli elettori della bontà del progetto europeo di Moldavia. La settimana scorsa in un’intervista con i media a Chisinau Dudoglo ha riferito del suo apprezzamento per la liberalizzazione del regime dei visti con l’UE e ha anche detto che i risultati della alleanza di governo nel campo dell’integrazione europea accoglie tutte le persone Gagauzia. Secondo Nikolai Dudoglo abolizione del regime dei visti per i cittadini della Repubblica di Moldova è una “finestra sull’Europa”, e il giorno è il 28 aprile (abolizione del regime dei visti con l’UE) rimarrà per sempre nella memoria di tutti i cittadini, compresi i residenti di autonomia Gagauzia. Alla domanda dei giornalisti perché i cittadini della Gagauzia preferiscono Unione doganale all’Ue ha risposto: «La mentalità della Gagauzia è più filo-russa».