GAMBIA. Ridotto il contingente ECOWAS

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Migliaia di soldati dell’Ecowas inizieranno il loro ritorno a casa da Gambia a febbraio dopo che Yahya Jammeh è stato costretto a fuggire, aprendo la strada al nuovo presidente Adama Barrow.

La forza multinazionale sarà ridotta a 500 uomini dai 7000 iniziali arrivati in Gambia dopo che Jammeh, che aveva governato ininterrottamente dalla presa del potere con un colpo di stato del 1994, si era rifiutato di accettare la vittoria di Barrow alle elezioni del 1 dicembre; costringendo il suo avversario a prestare giuramento presso l’ambasciata del Gambia nel vicino Senegal.

L’annuncio della presenza Ecowas era stato dato a gennaio dal presidente Ecowas, Marcel de Souza, ad Abuja, Nigeria.

De Souza aveva detto che si trattava di una forza tesa a garantire la sicurezza nel paese, ma anche la sicurezza e la protezione di Barrow. Le spese per il contingente internazionale saranno a carico dei paesi della Comunità. I termini di presenza di queste truppe, ha poi detto de Souza sono stati accolti dai militari del Gambia.
Nonostante la dichiarazione Ecowas, le forze armate di Banjul temono ancora per il futuro, soprattuto temono la possibilità che i suoi membri siano esclusi dai ranghi.

In una dichiarazione dell’ufficio di Barrow letta alla televisione di stato si dice che il graduale ridimensionamento della forza dovrebbe iniziare non oltre il 19 febbraio.

Le truppe di Senegal, Ghana e Nigeria ridurranno i loro contingenti, il cui mandato durerà per tre mesi.

La loro missione includerà proteggere Barrow e altri membri del governo e delle istituzioni mano a mano che si crei un rapporto di fiducia tra le nuove autorità politiche e militari del Gambia.
Barrow aveva inizialmente chiesto che la missione Ecowas fosse prorogata di sei mesi.

«Il presidente Barrow è lieto di informare il pubblico, che la forza Ecomig standby si è integrata nella sicurezza e nel tessuto militare del paese», si dice nella nota del presidente.

«La forza di pronto intervento ha avuto il suo mandato prorogato di tre mesi» recita il documento.

Maddalena Ingroia