GAMBIA. Oltre trecento milioni di dollari rubati dal tiranno: avrebbero fatto risalire il PIL

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L’ex presidente del Gambia Yahya Jammeh ha rubato personalmente almeno 362 milioni di dollari allo stato durante i suoi 22 anni di governo, ha detto il ministro della Giustizia dopo un’indagine di quasi due anni. Jammeh, che ha preso il potere in un colpo di stato del 1994, è fuggito dal Gambia nel 2017 verso l’esilio in Guinea Equatoriale, paese dell’Africa occidentale senza estradizione verso Banjul dopo la sconfitta elettorale contro Adama Barrow.

Il ministro della giustizia Abubacarr Tambadou, riporta Defence Web, ha fornito una sintesi di un rapporto presentato in precedenza da una commissione d’inchiesta, basato su interviste a 253 testimoni. «Si tratta di una quantità di denaro impressionante che avrebbe potuto avere un impatto significativo sulla vita della gente comune in questo paese (…) Invece, è stato usato per soddisfare lo stile di vita pretenzioso e delirante di un megalomane egoista, che agisce sia da incosciente che da criminale» ha detto il Ministro.

I sostenitori in Gambia di Jammeh hanno respinto le accuse definendole una  caccia alle streghe. Le nuove autorità ritengono che abbia portato con sé molte delle sue preziose auto e dei suoi tesori, dopo un periodo di governo caratterizzato da uccisioni extragiudiziarie, torture, sparizioni forzate e furto di beni dello Stato.

Tambadou ha detto che il governo sta lavorando per recuperare il denaro. Il governo aveva detto in precedenza che i fondi sono stati rubati creando falsi conti presso la banca centrale e scremando denaro dall’agenzia nazionale di telecomunicazioni e da altre istituzioni statali. Finora il governo Barrow ha venduto alcuni beni lasciati da Jammeh, tra cui aerei e Rolls-Royce con il suo nome ricamato sui poggiatesta. Secondo un rapporto dell’ong Occrp, Jammeh ed i suoi soci hanno «saccheggiato o sottratto» almeno 975 milioni di dollari, secondo le dichiarazioni bancarie, i documenti governativi e la corrispondenza.

Attualmente il Gambia si trova ad affrontare un onere del debito che l’anno scorso ha raggiunto il 130% del prodotto interno lordo, il che ha indotto il Fondo Monetario Internazionale a mettere in guardia da nuovi prestiti.

Maddalena Ingrao