GAMBIA. Grande purga nell’esercito all’orizzonte

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In Gambia starebbero per essere licenziati oltre 2.000 uomini dall’esercito tra soldati e ufficiali in una grande purga.

Il giornale gambiano, The Freedom Newspaper cita fonti dell’esercito a Banjul secondo cui più di duemila soldati e ufficiali dell’esercito starebbero per essere rimossi dalla forza, cioè licenziati. La fonte del quotidiano ha detto che la maggior parte di quelli che saranno licenziati provengono dalla tribù di minoranza Jolla, fedele all’ex dittatore Yahya Jammeh.

L’eliminazione di una simile massa di quadri dovrebbe essere effettuata entro la fine del mese di aprile. A meno che i licenziamenti verranno cancellati, sarebbe già stato approntato un elenco di duemila soldati e ufficiali pronti per la rimozione dai ranghi dell’esercito.

«Posso dirvi che i piani sono già in corso per purgare l’esercito. Molte teste stanno per rotolare nelle prossime settimane. Sono stato informato da qualcuno vicino ai Cds. Mi ha detto che i licenziamenti avranno luogo presto. Ritengo che sia assolutamente necessario informarvi», ha detto la fonte al giornale.

Alcuni dei soldati e ufficiali pronti per essere licenziati hanno come caratteristica gli abbandoni scolastici, soldati la cui cittadinanza gambiana è messa in discussione, lealisti a Yahya Jammeh e i ufficiali che non hanno ricevuto alcuna formazione nell’accademia militare.

Inoltre, il già congedato ex comandante del campo Kanilai, generale Musa Savage, rischia di essere arrestato nei prossimi giorni, secondo le fonti del giornale. Savage stesso sarebbe informato da suoi ex colleghi sull’intenzione di arrestarlo. Ma l’ex generale non avrebbe intenzione di lasciare il paese; avrebbe invece intenzione di rimanere e affrontare la situazione quando si presenterà.

Musa Savage, inoltre, è stato il comandante dell’unità anti terrorismo di stanza presso la State House, durante il fallito ammutinamento guidato dal defunto Lamin Sanneh. Molti “golpisti” sono stati uccisi durante gli scontri.

Una simile massa di ex militari privi di mezzi potrebbe aggravare le tensioni etniche e sociali nel paese.

Luigi Medici