Il G20 delle Finanze

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CINA – Shangai 26/02/2016. Il ministro delle Finanze della Cina ha suggerito che le riforme strutturali sono il modo migliore per sostenere la crescita economica nei paesi del G20.

Si tratta di riforme fondamentali per garantire un’economia solida, equilibrata e sostenibile, secondo il ministro delle Finanza cinesi, Lou Jiwei; i governi devono lavorare su una progettazione coordinata “top-down”, ha proseguito Jiwei rivolto ai ministri del G20 durante il Meeting del ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali, riporta Xinhua. Lou ha suggerito che la rimozione delle barriere commerciali può essere di un maggiore incoraggiamento agli investimenti delle imprese. La Cina ha ancora ampi margini di aggiustamento della propria politica fiscale, ed è probabile che aumenti il livello del deficit, continuando a tagliare le tasse per sostenere l’innovazione e le piccole imprese. La Cina ha alzato il coefficiente fiscale deficit/Pil al 2,3 per cento nel 2015, rispetto al 2,1 per cento del 2014, e si prevede che arrivi a un 3 per cento o anche più nel 2016. Il Ministero delle Finanze ha in programma di gestire al meglio i previsti licenziamenti di massa, la ristrutturazione e il taglio di capacità del paese nell’industria pesante. Lou ha anche sottolineato che la legislazione del lavoro della Cina deve essere migliorata per liberare il mercato del lavoro. Il Fondo monetario internazionale ha pubblicato un rapporto il 23 febbraio mettendo in evidenza i rischi crescenti per la ripresa globale e ha chiesto un’azione urgente e coraggiosa per sostenere la crescita. Inoltre, a gennaio ha previsto una crescita del 3,4 per cento per l’economia mondiale, ma ora ha annunciato che potrebbe abbassare le sue stime ad aprile, quando sono previste le sue nuove previsioni globali. In questo scenario, Pechino sta intensificando la comunicazione con il mercato per dissipare le preoccupazioni sulle sue prospettive economiche: il governo cinese ritieni ingiustificati, inoltre, i timori per la sua economia. L’economia cinese ha registrato sì un relativo rallentamento dovuta alla sua trasformazione economica, ma la crescita del 6,9 per cento registrato nel 2015 è ancora tra i più alti del mondo.