Francia meno parigina e più europea

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Per chi era abituato a girare per le vie di Parigi negli anni ’90, ammirandone i luoghi ma avendo difficoltà a dialogare con i residenti piuttosto restii a cercare di capire le richieste degli avvventori stranieri, si stupirà trovando molte persone, soprattutto gli addetti ai servizi a rispondere in italiano o in inglese.

La Francia del 2012 in piena crisi economica ha puntato sul turismo manifestando interesse per i viaggiatori e per quello che vogliono vedere e capire della città. La Brasserie, un tempo luogo inespugnabile della cucina tradizionale locale sono ora snodi culturali tra le diverse arti culinarie pur mantenendo una specificità francese. L’influenza europea sulla Parigi del terzo millennio la si riscontra ancora a tavola dove le salse, tipiche della nouvelle cusine, ora vengono servite a parte, mentre un tempo erano allocate e sversate sul cibo. La capitale ancora una volta ha saputo trarre da questa crisi economica un insegnamento, migliorare l’accoglienza, anche se la colazione non è mai compresa nel prezzo della stanza prenotata e i prezzi delle stanze non sono di certo proporzionati all’offerta dei servizi.