Corruzione libica in Francia

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FRANCIA – Parigi 05/12/2013. I giudici francesi hanno aperto un’inchiesta per corruzione nelle attività della Total in Libia durante il regime di Muammar Gheddafi.

Gli investigatori, secondo Moroccoworldnews, sospettano che sia stato effettuato, nel settembre 2009, un pagamento di 6.900.000 euro, fatto da Total alla Ngoc, in Liechtenstein, primo acconto di una tangente molto più grande, ha denunciato un funzionario del regime di Gheddafi. I magistrati credono che Ngoc fosse sotto il controllo di Ziad Takieddine, controverso uomo d’affari franco-libanese che aveva stretti legami con il regime. Al momento del pagamento, Total stava tentando di proteggere i diritti di un importante campo di gas;  i negoziati non si sono mai conclusi e sono stati infine abbandonati con la guerra civile in Libia scese nel 2011. L’azienda in Liechtenstein presumibilmente voleva trasferire 70 milioni di dollari alla Ormerod, una società costituita nelle Isole Vergini britanniche nel 2008 e controllata da un libico abitante nel Belize e con passaporti canadesi. L’uomo è stato identificato dagli investigatori come un ex alto funzionario della Odac, un ente pubblico libico le cui attività sono state congelate per poco tempo dall’Unione europea dopo la caduta di Gheddafi. Takieddine è implicato in vari scandali politici in Francia ed è stato accusato di corruzione nel cosiddetto scandalo Karachi, in cui egli avrebbe ricevuto tangenti su un contratto con il Pakistan del 1994. Takieddine è anche sospettato di aver agito come intermediario tra l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy e Gheddafi e ha accusato Sarkozy di aver accettato finanziamenti per la sua campagna elettorale nel 2007 dal defunto dittatore libico.