FRANCIA. Democrazia nuovo nemico di ISIS

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Non stupisce che il nuovo attentato contro la Francia si avvenuto nel sud del Paese, che ospita la città di Lunel famosa per aver dato i natali al più elevato numero di jihadisti francesi con biglietto di andata per la Siria. Non solo: Carcassonne cittadina turistica ha registrato già in passato attacchi contro turisti da parte di presunti jihadisti.

Il vero distinguo di questo “ennesimo e nuovo” attacco è la campagna mediatica organizzata dallo Stato Islamico che da un lato si collega all’attentato avvenuto nei pressi di Grozny due giorni fa, dall’altro apre una nuova stagione di attacchi “mediatici e non solo” contro la democrazia prossimo obiettivo: Egitto. ISIS ha creato un canale “europeo”  apposito su Telegram per la raccolta info e per la diffusione di notizie dello Stato Islamico, in merito all’attentato. Andando a ritroso nella preparazione “mediatica” dell’attentato, si è registrato un aumento, in termini numerici, sui canali Telegram supporter di ISIS, di post contro la democrazia.

Per arrivare alla giornata di ieri in cui la rete social di ISIS si è «messa in attesa di comunicazione da parte della casa madre», dando vita nel contempo a un comunicato contro la democrazia, le elezioni prossime venture in Egitto, Iraq e Libano. Il tutto è stato coronato poi da una infografica edita sul settimanale An Naba dedicato appunto alla democrazia. ISIS ha preparato l’attentato mediatico nei minimi dettagli e l’obiettivo era colpire il cuore della Democrazia (il laicismo) europea: la Francia. Sono mesi che i video al Hayat, i Nasheed chiedono di: “rispondere alla chiamata di Dio”, “di colpire gli stati che hanno partecipato ai bombardamenti contro lo Stato Islamico”.

In attesa di scoprire i collegamenti tra il giovane attentatore e lo Stato Islamico, che non saranno recenti, si può affermare a livello mediatico che l’obiettivo era duplice: da un lato colpire la polizia, come chiesto nei video e nelle grafiche di dicembre. Polizia ma in generale “uomini/donne in divisa”, ovvero colpire gli uomini di Stato, così come le bombe della coalizione hanno colpito gli uomini di ISIS in Siria e Iraq e ancora colpire la “sicurezza” del Paese. Obiettivo di ISIS non va mai dimenticato è: “terrorizzare l’Occidente”. Ed ecco dunque il collegamento all’attacco a Grozny. Dall’altra parte si apre una nuova stagione di attentati con una nuova “motivazione” attaccare la democrazia intesa come una “religione” di corrotti, impuri che deviano dalla giusta via i musulmani.

Questo “allargamento dottrinale” consente a ISIS di ampliare la sfera della possibilità degli attacchi e quindi giustificare atti terroristici in tutti i paesi del mondo che hanno un “regime democratico” (siano o no di maggioranza musulmana). Democrazie che “ingiustamente”, secondo ISIS, imprigionano i loro “figli” come Salah Abdeslam di cui l’attaccante ha chiesto al liberazione. Anche se a dire il vero ISIS ha motivato l’aggressione come atto di vendetta per gli attacchi della Francia in territorio ISIS.