Forza congiunta contro il narcotraffico

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di Emiliano Pompei  HONDURAS – Tegucigalpa 18/11/2016. È stato inaugurato martedì scorso, presso Ocotepeque in Honduras, il gruppo speciale di polizia internazionale composto da membri delle forze armate di Guatemala, El Salvador e Honduras. La “Fuerza de Tarea Trinacional Antipandillas” avrà come compito l’attività di contrasto alle gang attive nel traffico di droga e di armi, sequestro di persona, estorsione e nell’arruolamento di baby killer. Il gruppo sarà composto da agenti di polizia, dell’esercito, dei servizi di intelligence e degli uffici immigrazione e dogana di tutti e tre i paesi che formano il “Triangolo Nord del Centroamerica”.

L’annuncio è stato dato durante un vertice al quale hanno preso parte tutti e tre i capi di stato dei paesi coinvolti: Hernandez, presidente dell’Honduras,  il guatemalteco Jimmy Morales e il salvadoregno Salvador Sanchez Ceren. È stato lo stesso presidente honduregno Juan Orlando Hernandez a spiegare i dettagli dell’iniziativa intervenendo in diretta all’emittente radiofonica Hrn.

Il luogo scelto per inaugurare questa forza di cooperazione è la zona di Trifinio, che prende il nome dalla convergenza delle frontiere dei tre paesi.
A causa della violenza incontrollata delle “pandillas”, un problema enorme in peggioramento costante non solo in America centrale. Solamente nel 2015 è stato registrato un numero incredibile di omicidi: sarebbero circa 17mila secondo i dati ufficiali dei tre paesi; mentre 70mila  “pandilleros”  membri delle organizzazioni criminali sarebbero  ancora attivi sul territorio.

Le alleanze all’esterno strette ormai da qualche anno tra alcune di queste bande, i cui affiliati ormai si muovevano liberamente da un paese all’altro aveva evidenziato già nel 2014 la necessità di misure  condivise per un controllo più accurato delle frontiere terrestri e marittime, un’attività di sorveglianza su un territorio di confine che si estende per circa 600 chilometri. Sul numero effettivo dei militari che ne faranno parte, però,  il presidente Hernandez non ha voluto fornire numeri, ma ha detto di sentirsi «assolutamente tranquillo che saranno sufficienti a mantenere il controllo del territorio». Ha aggiunto inoltre che potranno contare sulla logistica e un sistema moderno di comunicazioni, ma neanche in questo caso ha voluto approfondire i dettagli.
Per quanto riguarda la lotta interna alla criminalità ha ribadito l’impegno  del governo, che si concretizza nella costruzione di nuove carceri di massima sicurezza, come quella di “El Pozo”, dove 66 esponenti di spicco delle  bande criminali sono stati reclusi, e come ha sottolineato Hernandez,  non «potranno più continuare a gestire i loro affari come facevano prima, nonostante fossero detenuti nelle prigioni dello stato».

Dal canto suo, il presidente del Guatemala Jimmy Morales, ha manifestato tutta la sua soddisfazione per questo progetto. «Questo accordo» ha detto «contribuirà non solo alla lotta al crimine organizzato, ma anche alla sicurezza, alla pace e allo sviluppo del Triangolo Nord del Centroamerica. Per quanto riguarda il “Piano dell’Alleanza per la Prosperità’’ stiamo portando avanti diversi sforzi per rendere più dinamico il settore produttivo e il capitale umano, migliorare la sicurezza cittadina e l’accesso alla giustizia. Abbiamo reso le istituzioni più forti, e continuiamo con la lotta alla corruzione. Di fronte alla minaccia del crimine transnazionale, noi rispondiamo oggi unendo gli sforzi del Guatemala di El Salvador e dell’Honduras».
Il salvadoregno Ceren, molto soddisfatto per questo nuovo progetto di collaborazione tra stati, si è complimentato con i suoi colleghi ed ha ricordato brevemente  l’obiettivo di questo impegno: «Stroncare i traffici della criminalità che passano attraverso le frontiere, grazie al lavoro coordinato delle equipe di polizia e militari dei tre paesi. I presupposti per combattere questa piaga ci sono, vedremo nei prossimi mesi come si svilupperà il progetto sul terreno, se queste misure si riveleranno efficaci, e se le bande adotteranno qualche contromisura», riporta il sito della presidenza slavadoregna.