Fonti rinnovabili: divergenze tra Clini e Passera

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Dopo le associazioni ambientaliste, le preoccupazioni degli operatori di settore e il comunicato stampa con i chiarimenti del Ministero dell’Ambiente, reso necessario dai “rumors” sulle bozze del Quinto conto Energia, ora lo scontro ha un altro player: il Ministro Passera.

Mentre il Ministro Clini, in una recente intervista ha dichiarato che: «mettere in contrapposizione la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili, come ha fatto recentemente l’Autorità per l’Energia, è un errore strategico. Rischieremo di uscire dal settore delle rinnovabili mortificando la capacità innovativa del Paese, penalizzando l’industria nazionale, aumentando la disoccupazione: sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom. Possiamo spingere sul pedale dell’efficienza e delle energie pulite e contemporaneamente alleggerire il costo delle bollette», il Ministro dello Sviluppo economico Passera non sembra proprio pensarla allo stesso modo; discutendo della bozza per le rinnovabili attualmente in discussione in Consiglio dei Ministri (con la quale si tagliano gli incentivi anche alle altre fonti oltre al fotovoltaico) aveva candidamente ammesso: «In passato si è speso troppo e male, ecco perché ora l’Esecutivo interverrà riallineandoli a quelli degli altri Paesi». Ma, allora, come stanno realmente le cose? Gli incentivi alle rinnovabili sono realmente la causa dei rincari della bolletta dell’elettricità? Una prima risposta è stata già data dalla stessa Autorità per l’energia che il 30 marzo aveva chiesto uno stop di un mese agli incentivi dichiarando che «l’Autorità sente l’esigenza di dare un segnale, chiaro e concreto. Il tempo di un mese potrà servire ai decisori delle politiche energetiche per operare le migliori scelte, con modalità sopportabili per i cittadini e per le imprese, alle quali si sta già chiedendo uno sforzo titanico vista la congiuntura economica». Ma, ai primi di gennaio, metteva nero su bianco che solo una parte minoritaria degli aumenti era dovuta al fotovoltaico mentre il resto era dovuto al prezzo del petrolio e del gas e ad altri costi caricati in bolletta. Il giallo si infittisce.