Un Fmi più flessibile

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AUSTRALIA – Sydney 21/02/2014. Il direttore del Fmi, Christine Lagarde, e il ministro delle finanze britannico, George Osborne, hanno chiesto alle economie emergenti di mettere ii propri conti in ordine prima di attaccare la politica economica di altri stati.

Le affermazioni, fatte il 20 febbraio, arrivano dopo gli attacchi contro la politica monetaria degli Stati Uniti al G20. Se Lagarde ha anche ammonito la Federal Reserve degli Stati Uniti di essere «consapevole» dell’impatto della sua politica di stimolo sui principali attori in via di sviluppo, Osborne ha anche esortato i mercati emergenti ad astenersi dal «puntare il dito» in occasione della riunione di Sydney dei ministri delle finanze e dei banchieri centrali del G20 in svolgimento a Sydney il 20 febbraio. Una serie di paesi, tra cui Argentina, India, Russia, Sud Africa e Turchia, hanno subito forti contraccolpi valutari in seguito alla politica di stimolo della Fed che sta vedendo flussi di capitali passare bruscamente dal mondo in via di sviluppo al mercato interno Usa. «Non bisogna andare troppo veloce e occorre spiegare cosa si sta facendo», ha detto il capo del Fmi in un Q&A  andate in linda sulla Abc a Sydney a”giungendo, poi, rivolta alle economie emergenti che queste devono mantenere gli equilibri interni: «Occorre pensare alla politica fiscale ed  è necessario badare alla vostra politica monetaria, è necessario avere la casa in ordine in modo da resistere alla volatilità che può essere indotta dalle operazioni della Fed statunitense». 

Alle osservazioni della Lagarde ha fatto eco il ministro delle finanze della Gran Bretagna, che, ad Hong Kong, ha detto che: «La fragilità interna in questi paesi è spesso responsabile della loro crisi». 

Osborne ha sostenuto che Il cardine stabilito dalla presidenza australiana del G20 “agende globali e ambiziose riforme nazionali” deve servire per affrontare politica fiscale, regolamentazione finanziaria e blocchi strutturali. Il programma australiano è sostenuto dal Fmi, ma Lagarde ha aggiunto che le banche centrali del G20 dovrebbero anche segnalare chiaramente le loro intenzioni data l’interdipendenza economica mondiale: 

«Ci deve essere sufficiente cooperazione tra le banche centrali in modo che siano consapevoli di quali saranno le conseguenze, non solo nel mercati interno, ma in altre parti del mondo dove abbiamo registratouna certa volatilità» ha detto.

Lagarde ha sostenuto l’appello dell’Australia per avere obiettivi di crescita più audaci rispetto al 3,7 per cento previsto a livello globale quest’anno, dicendo che «c’è potenziale per fare meglio e per fare di più se solo i paesi prendessero alcune misure». 

Alla domanda se il Fmi era pronto ad aiutare in caso di grave crisi le economie emergenti: «Vorremmo avere gli strumenti (…) e nella misura in cui più è necessario, sono necessari approcci diversi, dobbiamo essere flessibili».