FILOSOFIA. È scomparso il padre della società liquida e globalizzata

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di Vittorio D’Orsi ITALIA – Roma, 12/01/2017. Il mondo ha perso uno dei più grandi intellettuali del presente: Zygmunt Bauman. Sociologo e filosofo, Bauman è certamente la persona che meglio ha saputo illustrare il passaggio dalle ideologie dominanti del ‘900, alla “postmodernità”, liquida appunto, in cui i valori del secolo precedente cedono il passo all’isolamento del singolo, oppresso e schiacciato inesorabilmente dalle responsabilità dei propri fallimenti, dalla paura, dall’impossibilità di essere come gli altri, o meglio consumatore al pari degli altri. Nella società liquida e globalizzata, quelli che dovrebbero essere spazi di aggregazione diventano i “non luoghi” di dispersione, il cui fine ultimo è sempre la vendita ed il consumo.
L’uomo così omogeneo, ossessionato dall’effimero, perde dunque le sue capacità critiche, ritrovandosi “spersonalizzato”.
Della straordinaria produzione di opere ed articoli di Bauman resta davvero moltissimo. Negli ultimi anni, ogni sua presenza, ogni suo convegno si è trasformato in un evento. Questo perché la saggistica di Bauman è sempre snella e comprensibile, quasi narrazione del post-moderno.
Bauman rappresenta un faro, una guida analitica sulle caratterizzazioni sociologiche dalla fine del secolo scorso al nuovo millennio, rendendo tali analisi aperte al dibattito, non solo per gli “addetti ai lavori”.
Bauman parla dunque direttamente all’individuo, pur cercando di risvegliare una coscienza collettiva.
Saremo in grado di ascoltarlo?