FILIPPINE. Washington a breve in campo a Mindanao

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Il vice capo del Joint Chiefs of Staff Usa, generale Paul Selva, ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero prendere in considerazione la riapertura di un’operazione militare nelle Filippine per contrastare l’aumento della presenza dello Stato islamico.

Selva stava rispondendo a una serie di domande poste durante un’audizione del Comitato per ile Forze Armate per la riconferma di Selva, riporta il Washington Inquirer: «In ogni caso in cui vediamo la rinascita delle reti terroristiche, in particolare nelle zone più fragili delle Filippine del Sud, penso che sia opportuno valutare se reintegrare un’operazione ad hoc (…) Non solo per fornire risorse necessarie, ma per dare al comandante del Comando del Pacifico e ai comandanti in campo nelle Filippine i tipi di autorità necessari per lavorare con le forze delle Filippine per aiutarle ad avere successo in quel campo di battaglia». Perché  l’instabilità nelle Filippine potrebbe diventare una «catastrofe prolungata o a lungo termine».

Gruppi che hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico sono operativi da maggio e da allora hanno intrapreso una lotta nella città di Marawi, Filippine meridionali, con le forze di sicurezza del paese, sostenute dagli Usa.

L’escalation di violenza ha sollevato una serie di preoccupazioni per la crescente influenza dello Stato islamico nei teatri caldi di tutto il mondo e la domanda se gli Usa non abbiano terminato prematuramente le operazioni anti-terrorismo nelle Filippine nel 2014.

Il segretario alla Difesa Usa Jim Mattis aveva dichiarato a giugno scorso che chiudere la Joint Task Force Operation-Philippines hanno bloccato la possibilità di fornire assistenza a Manila dove il presidente Rodrigo Duterte sta cercando di bloccare la violenza.

Gli Usa avevano avviato una missione (nella foto) congiunta contro il terrorismo con l’alleato di vecchia data, le Filippine appunto, dopo l’11 settembre 2001, ruotando circa 500 uomini delle forze speciali nella regione di Mindanao, dove si era combattuto per decenni contro un’insurrezione della minoranza musulmana

Anna Lotti