FILIPPINE. Turisti occidentali a rischio in tutta Mindanao

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I governi occidentali stanno mettendo in guardia i loro cittadini  di non recarsi in quasi tutto il sud delle Filippine, citando le crescenti minacce degli attacchi terroristici e dei rapimenti effettuati dei militanti islamici. Nuovi allarmi da Gran Bretagna, Canada e Australia sono stati rilasciati questa settimana dopo che il presidente Rodrigo Duterte ha esteso la legge marziale nella regione meridionale di Mindanao fino alla fine dell’anno per combattere i militanti, riporta Channel News Asia.

Il governo canadese ha avvertito il 24 luglio di non visitare qualsiasi parte di Mindanao tranne Davao, la più grande città del sud: «C’è un grave rischio di attacchi terroristici e sequestri in questa regione», ha dichiarato il governo canadese. Ha poi aggiunto che si dovrebbe visitare solo Davao, città dove un attentato notturno di un mercato affollato l’anno scorso ha fatto 15 vittime. Mindanao corrisponde a circa un terzo del territorio filippino e ospita 20 milioni di persone. La regione ha vissuto decenni di conflitti, con i separatisti musulmani e i comunisti che hanno intrapreso una guerra civile e dove il gruppo di militanti islamici Abu Sayyaf gestisce un racket dedicato ai rapimenti di stranieri. I governi occidentali hanno da molto tempo consigliato di viaggiare verso altri parti di Mindanao, ma i nuovi avvisi sono più ampi, perché mettono in guardia di non recarsi in quasi tutta la regione.

I nuovi avvisi riflettono la crescente preoccupazione sull’influenza dello Stato Islamico a Mindanao. I mujahidin hanno occupato Marawi, la principale città musulmana nelle Filippine meridionali a maggio, e le forze di sicurezza non sono riuscite ancora a liberarla, nonostante feroci scontri che hanno fatto più di 600 vittime. Duterte aveva inizialmente ha imposto la legge marziale a Mindanao subito dopo l’inizio dei combattimenti a Marawi. Il governo britannico ha messo in guardia i suoi cittadini che i terroristico elevata probabilità, avrebbero potuto effettuare attacchi ovunque nelle Filippine, anche a Manila; ha poi aggiunto che la minaccia più grave era nel sud del Paese e avvertiva di non viaggiare attraverso quasi tutto Mindanao. Ha pii detto che c’era minaccia di rapimenti e terrorismo nella città centrale di Dumaguete e sull’isola vicina di Siquijor, entrambe aree turistiche.

Il 18 luglio, l’ambasciata statunitense a Manila affermava di avere “informazioni credibili” che i terroristi avrebbero effettuato sequestri sulle isole turistiche di Palawan, Cebu e Bohol nel 2017. Il governo australiano ha emesso in questa settimana un suo allarme simile a quelli emessi dalla Gran Bretagna e dal Canada.

Graziella Giangiulio