Manila non intende pagare i riscatti

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FILIPPINE – Manila 21/04/2016. Le Filippine hanno scoraggiato il pagamento del riscatto per i prigionieri ostaggio dei militanti islamici nel tentativo di bloccare la “fabbrica” dei rapimenti.

Il 20 aprile, il portavoce militare filippino, generale Restituto Padilla, ha così commentato linotipia che una società di Taiwan sarebbe disposta a pagare il riscatto per liberare i 10 indonesiani prigionieri di Abu Sayyaf. Diciotto membri di un equipaggio misto indonesiano e malese sono state presi prigionieri con tre attacchi separati in acque filippine vicino a confini marittimi con i due paesi. Padilla detto che l’esercito vuole «scoraggiare questo tipo di “industria” e tagliare i fondi che finirebbero per rafforzare i ribelli». L’offerta taiwanese era stata fatta rimbalzare dal ministro indonesiano per gli Affari politici, legali e di sicurezza, Luhut Pandjaitan, affermando che una società di Taiwan era disposta a pagare 50 milioni di pesos per liberare l’equipaggio detenuto dalla fine di marzo 2016. Padilla ha detto che c’erano le operazioni militari in corso per salvare i prigionieri: «La sicurezza dei sequestrati è la nostra preoccupazione principale». Cinque altri cittadini stranieri, tra cui due canadesi, sarebbero detenuto sull’isola di Jolo, roccaforte del gruppo legato ad al Qaeda. La sicurezza è precaria nel sud delle Filippine, in gran parte abitata da cristiani, nonostante il patto del 2014 tra il governo e il più grande gruppo ribelle musulmano, il Moro Liberation Front.