FILIPPINE. Profondo strappo tra Bruxelles e Manila 

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La frattura tra Ue e Filippine si è allargata, da quando il governo del Presidente Rodrigo Duterte ha arrestato e espulso senza troppe cerimonie un deputato del Pse all’inizio di questo mese. Il Partito dei Socialisti Europei, il secondo blocco più grande del Parlamento Europeo, ha condannato fermamente l’arresto del suo vice segretario generale Giacomo Filibeck, parlamentare che in precedenza aveva guidato la missione di accertamento dei fatti nella guerra alla droga di Duterte, riporta Asia Times. 

Da allora il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione fortemente formulata che «condanna tutte le esecuzioni extragiudiziali e le violenze» e chiede di porre immediatamente fine a «tutte le esecuzioni extragiudiziali, alle sparizioni forzate e a qualsiasi incitamento a commetterle» nella guerra alla droga di Duterte, critiche diplomatiche che potrebbero presto avere gravi ripercussioni economiche. Il Parlamento europeo ha minacciato di adottare «misure procedurali» verso la «revoca temporanea» del suo accordo commerciale preferenziale con le Filippine a causa del basso livello di garanzia dei diritti di Duterte. Nel quadro del cosiddetto sistema di preferenze generalizzate Plus (SPG+), le Filippine beneficiano di tariffe zero su quasi tutte le esportazioni verso i mercati europei. L’anno scorso, le esportazioni filippine verso l’Ue hanno raggiunto i 10 miliardi di dollari, rendendo l’Europa una delle principali destinazioni export di Manila.

L’Ue è anche una delle principali fonti di investimenti e di aiuti allo sviluppo per il paese. La minaccia commerciale dell’Ue deriva dal fatto che l’economia filippina mostra nuovi segni di debolezza, come dimostrano il crollo del mercato azionario, l’aumento dell’inflazione e un disavanzo delle partite correnti preoccupante. Anche i negoziati per un accordo di libero scambio Ue-Filippine sono stati effettivamente congelati a causa delle pressioni esercitate dai parlamentari europei.

Con grande rammarico del governo filippino, il Parlamento europeo ha anche chiesto l’immediato rilascio di una delle principali critiche di Duterte, la senatrice Leila De Lima, in carcere con discusse accuse di traffico di droga.

I parlamentari europei hanno inoltre criticato la decisione improvvisa delle Filippine di ritirarsi dalla Corte penale internazionale (CPI), invitando l’amministrazione Duterte a «cooperare pienamente con l’Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale nel suo esame preliminare delle Filippine».

Maddalena Ingrao