FILIPPINE. Nuove aperture a Pechino sul Mar Cinese Meridionale 

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Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha nominato un nuovo comandante della guardia costiera che è ampiamente considerato come il suo nuovo “zar” per il Mar Cinese Meridionale: il vice ammiraglio Joel Sarsiban Garcia, ex vicecomandante della Guardia Costiera filippina, vice comandante delle operazioni e capo del National Coast Watch Center, un centro delle forze dell’ordine. Garcia è un esplicito sostenitore di una più stretta cooperazione con la Cina, specialmente nella lotta al narcotraffico e alle operazioni antiterrorismo.

La nomina di Garcia, riporta Asia Times, e la coincidente elevazione della Guardia Costiera a primaria agenzia statale che supervisiona gli affari del Mar Cinese Meridionale, rappresenta un contrappeso alla posizione sempre più critica dell’esercito filippino, che è apertamente critico nei confronti delle recenti e frequenti incursioni cinesi nelle acque rivendicate di Manila. 

Fino ad ora la Guardia Costiera ha giocato un ruolo secondario nelle controversie nel Mar Cinese Meridionale. Negli ultimi anni, però, la Guardia Costiera di Manila si è addestrata con diversi omologhi stranieri migliorando le sue capacità.

Tra questi il Giappone, che ha fornito navi pattuglia multiruolo, e gli Stati Uniti. Nell’ultimo anno, la Guardia Costiera statunitense ha anche ampliato le sue esercitazioni congiunte con quella filippina, come parte di un piano più ampio per migliorare la consapevolezza del settore marittimo e le capacità di sicurezza tra gli alleati e i partner strategici dell’Indo-Pacifico.

Il ministero dei Trasporti filippino, che supervisiona la Guardia Costiera, ha chiarito che la «Guardia Costiera sarà responsabile delle attività marittime relative all’Unclos e sul Mar Cinese Meridionale» e sta espandendo la sua azione con l’acquisto di nuove navi pattuglia, attrezzature per il monitoraggio marittimo e un’espansione della sua forza lavoro totale fino a 36000 uomini. Entro la fine dell’anno, la Guardia Costiera dovrebbe assumere fino a 4.000 nuovi ufficiali per la messa in servizio e l’arruolamento.

Garcia, noto per il suo interesse accademico per il diritto internazionale marittimo, negli ultimi anni si è imposto come un convinto sostenitore di una più stretta cooperazione con la Cina al fine di gestire e disinnescare pacificamente le controversie del Mar Cinese Meridionale.

Questo lo ha contrapposto a quanti rimarcavano l’assertività della Cina nelle acque contese. In precedenza aveva minimizzato la presenza di navi da guerra cinesi vicino alla filippina Thitu Island e alla contestata Sandy Cay.

Le navi cinesi negli ultimi mesi hanno effettivamente bloccato i tentativi filippini di spedire forniture e materiali da costruzione a Thitu, che ospita un vecchio aeroporto, che, se adeguato, avrebbe potuto aumentare il suo valore strategico.

Garcia è stato anche apertamente a favore dell’esplorazione energetica congiunta con la Cina nelle aree contestate, una proposta controversa che è stata oggetto di aspre critiche da parte di importanti giuristi filippini. 

Luigi Medici