FILIPPINE. Manila era impreparata alla guerra di ISIS

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Migliaia di soldati filippini stanno combattendo per riprendere la città filippina meridionale di Marawi, dove i militanti dello Stato islamico hanno lanciato un attacco lo scorso 23 maggio. Le Filippine meridionali sono state deteriorate per decenni da insurrezioni indipendentiste e dal banditismo. L’intensità della battaglia a Marawi e la presenza di combattenti stranieri provenienti da Indonesia, Malesia, Yemen e Cecenia che combattono a fianco dei militanti locali sta innalzando i timori che la regione possa diventare un ponte nel sud-est asiatico per lo Stato islamico, che resiste nonostante le operazioni della Coalizione in Iraq e Siria.

Le forze di Manila non si aspettavano una guerriglia urbana lenta, difficile e a loro “sconosciuta”. «Siamo abituati alle insurrezioni (…) ma un dispiegamento di questa grandezza, questo tipo di conflitto è una sfida per le nostre truppe», ha dichiarato il colonnello Christopher Tampus, uno degli ufficiali che comandano le operazioni a terra a Marawi, ripreso da Channel News Asia.

Tampus ha detto che i progressi nel liberazione della città sono stati ostacolati da incendi appiccati dai militanti islamici e da trappole piazzate da ISIS come serbatoi di gas innescati con granate Dopo settimane di attacchi militari e bombardamenti, Marawi, una città di circa 200 mila abitanti è ora una città fantasma, il cui centro è in macerie. Gli edifici nelle aree controllate dalle forze armate di Manila sono sì ancora in piedi ma oramai deserti dopo che i residenti sono fuggiti.

Le autorità stimano che almeno 100-120 combattenti, alcuni dei quali avrebbero solo 16 anni, siano asserragliati nel quartiere commerciale della città; all’inizio delle operazioni Manila stimava che fossero 500. I mujahidin ISIS hanno circa 100 ostaggi, secondo i militari, usati come scudi umani. Aerei militari lanciano bombe sulla parte occupata quasi ogni giorno; mentre le forze di terra martellano a colpi di mortaio la parte dove sono i militanti islamici.

Più di 400 persone, tra cui oltre 300 militanti, 82 uomini delle forze di sicurezza e 44 civili sono fino ad ora rimasti uccisi a Marawi. I soldati di Manila hanno trovato corpi decapitati e mutilati per cui la stima dei caduti civili potrebbe innalzarsi all’improvviso. Le autorità credono che i militanti stiano esaurendo le munizioni e i rifornimenti, ma,dpopo aver clamorosamente bucato precedenti date della liberazione della città, oggi dicono che non esiste alcuna scadenza per riprendere Marawi.

Graziella Giangiulio