FILIPPINE. Manila difende Pechino sulla lotta al narcotraffico

101

di Luigi Medici FILIPPINE – Manila 21/12/2016. Interessante botta e risposta tra Reuters e l’ufficio del presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. In risposta ad un articolo di Reuters, secondo cui l’origine della diffusione della droga nelle Filippine era dovuta al lassez faire di Pechino, Manila ha difeso la Cina dicendo che era ingiusto ritenere Pechino responsabile del problema della droga nelle Filippine.

«Molti degli arrestati o uccisi per traffico di droga sono delle triadi cinesi, che sono organizzazioni criminali non funzionari del governo», si legge nella nota della presidenza filippina, in risposta ad un articolo di Reuters pubblicato il 16 dicembre, incentrato sul ruolo della Cina come fonte principale di metanfetamina e dei precursori chimici utilizzati per la produzione di “meth” diffusi clandestinamente nelle Filippine. «La Cina ha severe leggi anti-droga, che prevedono anche la pena capitale, quando si è giudicati colpevoli», si legge nella dichiarazione presidenziale.

L’antidroga filippina afferma che i cittadini cinesi, infatti, hanno un ruolo centrale nel traffico di droga nel loro paese: secondo la Philippine Drug Enforcement Agency, quasi i due terzi dei 77 cittadini stranieri arrestati per meth tra gennaio 2015 e metà agosto 2016 erano cinesi. E quasi tutti i laboratori clandestini di meth scoperti dalla polizia nelle Filippine negli ultimi 20 anni erano gestiti da, o vedevano coinvolti, cittadini cinesi.
L’amministrazione Duterte afferma che è un errore collegare i trafficanti di droga con i loro paesi di origine: «Non è giusto dare tutta la colpa alla Cina e al suo popolo per il problema della droga diffusa da alcuni dei suoi cittadini (…) Non tutti i cinesi sono legati alla droga».

L’antidroga filippina, riportava il servizio di Reuters, ha affermato che la Cina ha fatto poco nel corso degli anni per arrestare il flusso di meth fino alla visita di Duterte in Cina, quando è stato firmato un accordo di collaborazione per il controllo del traffico di droga e circa 50 agenti di polizia filippini hanno partecipato a formazione antidroga nella provincia dello Yunnan ad ottobre.

La dichiarazione respinge le critiche sulla gestione delle operazioni antidroga concentrate quasi esclusivamente su tossicodipendenti e spacciatori di piccolo calibro, piuttosto che sui baroni della droga che li forniscono. La presidenza ricorda che decine di funzionari del governo legati al traffico di droga sono stati arrestati, e che alcuni politici locali e signori della droga erano stati arrestati dalle autorità.