FILIPPINE. Le armi del MILF

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I ribelli musulmani del sud delle Filippine si separano dalle loro armi dopo quarant’anni di conflitto. Il Moro Islamic Liberation Front, Milf, ha promesso di disarmare 40000 combattenti e smantellare 7000 armi entro il 2022 secondo i termini del cosiddetto Comprehensive Agreement on the Bangsamoro, Cab, accordo di pace che il gruppo ribelle ha firmato con il governo nel 2014.

Ma c’è una disparità tra il numero di combattenti e le armi riconsegnate che ha gettato un’ombra sul processo di disarmo, considerato una delle pietre miliari del Cab e indispensabile per una pace duratura. Impegnandosi a consegnare solo 7.000 armi, un gran numero di armi da fuoco rimarrà nelle mani degli ex ribelli, armi che possono essere riusate contro il governo se il Cab fallisse.

A febbraio, il Cab ha istituito la Regione Autonoma di Bangsamoro a Mindanao musulmana, Barmmm, area del paese con il maggior numero di armi da fuoco non registrate, secondo le stime ufficiali. «Il Milf come istituzione possiede solo 7.000 armi, secondo Al Haj Murad Ebrahim, capo del Milf e contemporaneamente primo Ministro ad interim del Barmmm, secondo cui circa il 30% dei membri del Milf possiede anche armi personali, il che significa che ci sono almeno 12.000 armi in circolazione tra i suoi membri.

La cultura delle armi da fuoco è profondamente radicata nell’etnia Moros, un termine collettivo per i filippini musulmani di Mindanao. In molte comunità Moro, è comune vedere uomini che espongono o si muovono apertamente con i loro fucili o pistole. I 12.000 combattenti identificati per lo smantellamento delle armi durante la seconda fase del processo, che rappresentano il 30% dei 40.000 combattenti totali del Milf, devono consegnare almeno 2100 armi entro marzo 2020.

Finora solo 1020 combattenti hanno consegnato 940 armi, esposte il 7 settembre fuori da una palestra abbandonata di Sultan Kudarat, dove si trova Camp Darapanan del Milf. La prima fase del disarmo, concepita come disarmo cerimoniale, ha avuto luogo sotto l’allora presidente Benigno Aquino III nel 2015, coinvolgendo 145 combattenti della MILF e 75 armi. Il 7 settembre, il presidente Rodrigo Duterte è arrivato in elicottero a Maguindanao per ispezionare le armi.

L’Independent Decommissioning Body, presieduto dalla Turchia e composto da Norvegia, Brunei, governo filippino e Milf, metterà congiuntamente le armi fuori uso. Duterte ha descritto l’inizio dello smantellamento di massa come «un enorme passo avanti verso il nostro obiettivo di raggiungere una pace duratura per Mindanao».

In una terza fase, un altro 35% delle forze della MILF, ovvero 14.000 combattenti, parteciperà a un’analoga consegna l’anno prossimo, mentre gli altri rinunceranno alle armi entro il 2022, in tempo per l’accordo di uscita delle due parti, secondo l’Ufficio del consigliere presidenziale sul processo di pace.

Tommaso dal Passo