FILIPPINE. ISIS combatte a Marawi da un mese

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ISIS celebra il primo mese di operazioni a Marawi e lo fa attraverso una infografica della Moata Agency (nella foto). 

Ripercorriamo quindi questo mese di guerra nelle Filippine.

MAGGIO 2017

23 maggio

Scontri a fuoco tra forze governative e militanti hanno avuto inizio alle due ore del pomeriggio del 23 maggio 2017 nella zona di Basak Malutlut, tra le forze dell’ordine di Manila alla ricerca di Isnilon Hapilon, quelle di quest’ultimo e il gruppo Maute. I mujahidin Maute hanno occupato l’Ospedale Amai Pakpak e hanno ordinato ai dipendenti di uscire dalla struttura. I combattenti hanno tolto la bandiera filippina e alzato sull’ospedale quella di ISIS. La 103a Brigata dell’esercito filippino, a Camp Ranao, è stata attaccata da almeno 500 uomini del Gruppo Maute. Postate foto di militanti ISIS con le bandiere nere per le strade di Marawi. Gli uomini di ISIS bloccano la città: occupano il municipio, rilasciano 107 detenuti dalla prigione di Marawi City e 39 dalla prigione di Distretto di Malabang; tagliano le linee elettriche e di comunicazione; bloccano le strade concedi posti di controllo. Vengono presi come ostaggi dei civili, tra cui un sacerdote, padre Chito Suganob, e diversi parrocchiani della Cattedrale di Nostra Signora Ausiliatrice. In città si scatena il fuggi fuggi. Avvengono le prime esecuzioni. Rodrigo Duterte, interrotta una visita ufficiale in Russia, proclama la legge marziale sull’isola di Mindanao.

24 maggio

Arrivano nell’area altri uomini dell’esercito; i militari riconquistano il controllo dell’ospedale Amai Pakpak; salvati 120 civili utilizzati come scudi umani; l’esercito filippino riconquista il municipio e l’università statale di Mindanao.

25 maggio

Nuovi combattimenti al centro di Marawi. Gli uomini ISIS erano presenti nelle strade e nei ponti principali della città; affermano di aver preso il controllo della cooperativa elettrica di Lanao del Sur nel villaggio di Gadungan. L’aeronautica filippina inizia a bombardare tre villaggi vicini. Duterte minaccia di estendere la legge marziale a tutte le Filippine. Attacco ISIS a Jolo, Sulu.

26 maggio

Tra i primi uomini ISIS uccisi si scoprono degli stranieri: su dodici uccisi sei erano stranieri. Marawi brucia durante le operazioni di bombardamenti e di terra dell’esercito filippino. Polemiche parlamentari sulla legge marziale.

27 maggio

Il 90 per cento della popolazione di Marawi di oltre 200 mila persone è stato evacuato, in particolare a Iligan. Operazioni di rastrellamento in corso. ISIS conferma di aver preso la centrale della città.

28 maggio

Stando a diversi testimoni, gli uomini di ISIS fermano i convogli di civili che fuggono e uccidono chiunque non sappia recitare il Corano. Le autorità hanno dichiarato che 2.000 civili sono stati intrappolati in aree controllate da militanti. Arrivano le prime notizie della nazionalità dei combattenti stranieri: sarebbero 28 malesi nel gruppo Maute.

29 maggio

Il numero dei morti a Marawi è arrivato a 100. I militari affermano di aver ripreso anche ripreso la maggior parte di Marawi, le fonti social di ISIS affermano il contrario. Le forze filippine riportano che i combattenti islamici del Bangsamoro, BIFF, provenienti da Maguindanao si sono uniti ISIS e che Isnilon Hapilon è ancora in città.

I gruppi indipendentisti, MORO e MILF si schierano con le forze governative per combattere ISIS.

ISIS manda in rete il messaggio al popolo di Marawi in cui spiega perché ha attaccato la “capitale islamica delle Filippine”: Marawi è una città corrotta e andava purificata.

30 Maggio

In un video, padre Teresito Soganub chiede al governo di fermare la propria offensiva contro i militanti e ritirare tutte le sue forze da Marawi e Lanao del Sur.

Il centro di Marawi rimane sotto il controllo di ISIS.

31 maggio

Le forze governative annunciano di aver ripreso il 90 per cento di Marawi; il tangibile aumento del numero dei militanti potrebbe essere legato con i detenuti liberati dalla prigione della città; i militari sarebbero riusciti a prendere tutti i punti di entrata e di uscita della città per evitare l’arrivo di rinforzi per i mujahidin ISIS. Primo episodio Blue on Blue: undici soldati sono stati uccisi e altri sette sono stati feriti da un attacco aereo militare.

GIUGNO 2017

1 giugno 

Le autorità di Manila annunciano che altri otto militanti stranieri sono stati uccisi a Marawi, di cui cinque identificati come malesi, indonesiani, arabi sauditi, yemeniti e ceceni. Le forze attaccanti sarebbero state stimate così: 260 militanti Maute, 100 militanti di Abu Sayyaf sotto Isnilon Hapilon e altri da organizzazioni minori; 280 militanti sarebbero fuggiti dalla città; tra i 50 e i 100 militanti sarebbero rimasti a Marawi. Altro incidente Blue on Blue in un bombardamento: 10 soldati uccisi.

2 giugno

Le autorità di Manila negano la connessione tra l’attacco al Resorts World Manila, verificatosi nelle prime ore del 2 giugno 2017 a Pasay, con quanto avviene a Marawi; per Manila non era un atto terroristico. ISIS rivendica l’attacco a Pasay, e afferma che l’autore fosse uno dei suoi. Manila ammette di non riuscire a rispettare la scadenza fissata del 2 giugno per liberare la città, per la grande resistenza dei combattenti ISIS.

3 giugno

Rodrigo Duterte e Nur Misuari, fondatore del Moro National Liberation Front, hanno deciso che 2000 combattenti MNLF sarebbero stati inseriti nell’esercito filippino e avrebbero partecipato ai combattimenti a Marawi; pochi giorni dopo, la notizia viene parzialmente smentita, non è stata fissata alcuna data certa per questo inserimento.

4 giugno

Accordo di cessate il fuoco siglato tra il governo filippino e i combattenti ISIS rimasti nel centro di Marawi. Accordo mediato dal MILF, contattato da Duterte per evacuare civili rimasti intrappolati. Il cessate il fuoco doveva durare 4 ore a partire dalle 08:00 A.M. Le unità militari in città hanno rifiutato i termini del cessate il fuoco e hanno consentito solo l’evacuazione dei civili che vivevano ai bordi delle aree controllate da ISIS; gli scontri riprendono alle 09:00 A.M. Ancora duemila civili intrappolati.

5 giugno

ISIS manda in rete il video della distruzione di una chiesa e dei simboli cristiani.

6 giugno

La polizia di Davao ha arrestato Cayamora Maute, 67 anni, leader del gruppo Maute. Nei rastrellamenti trovati i fondi del gruppo equivalenti a 1,4 milioni di euro. Postate le immagini di Hapilon e altri leader ISIS che progettano attacco a Marawi.

7 giugno

ISIS smentisce che le siano stati sequestrati i fondi. Quelli mostrati non sono i suoi.

8 giugno

Ar Rumiyah pubblica un servizio sull’emiro filippino di ISIS: Abu Abdallh al Muhajir. ISIS rivendica ancora una volta l’attentato al resort di Manila dando informazioni sull’attentatore e sulle sue motivazioni.

9 giugno

Arrestata la madre dei leader del gruppo Maute: Ominta Romato Maute. La donna è stata arrestata nella città di Masiu a Lanao del Sur, insieme a due altri familiari feriti e altre 7 donne non identificate. Uccisi 13 marines filippini e 40 feriti durante un’operazione di rastrellamento a Marawi. Le forze speciali americane sono state dispiegate nella città, ufficialmente come consiglieri.

10 giugno

ISIS posta in rete foto dei militari USA impegnati in operazioni di combattimento.

11 giugno

Le Forze Armate delle Filippine annunciano di aver ucciso fino ad allora 191 uomini del gruppo Maute/ISIS a Marawi.

12 giugno

È il giorno dell’Indipendenza delle Filippine. Altra scadenza non rispettata dalle Forze Armate filippine; ISIS li deride in rete.

13 giugno

ISIS afferma di controllare il 20 per cento della città.

14 giugno

ISIS smentisce dichiarazioni del governo e afferma di controllare il 50 per cento della città. Manila ammette la difficoltà nel cacciare i combattenti ISIS.

15 giugno

Manila ammette che c’erano state segnalazioni d’intelligence sui movimenti del gruppo Maute prima dell’attacco.

16 giugno

Annunciate le “operazioni di normalizzazione” a Marawi; nonostante la propaganda di Manila, gli scontri continuano e la legge marziale perdura. An Naba dedica un articolo alla situazione di a tre settimane dall’inizio delle operazioni.

17 giugno

Forze USA e filippine bombardano posizioni di ISIS/Maute.

19 giugno

ISIS accusa Manila di mentire sulla reale situazione a Marawi.

20 giugno

Scontri Marawi e operazioni navali e d’intelligence congiunte tra Filippine, Malesia e Indonesia.

21 giugno

ISIS attacca Pigcawayan, a Cotabato e allarga il fronte degli scontri.

22 giugno

Scontri pesanti a Llod Madia, Paling, Marinot, zone di Marawi.

23 giugno

Il governo filippino accetta l’offerta australiana di due aerei di sorveglianza per aiutare le forze armate delle Filippine a Marawi.

24 giugno

L’Emiro di Daesh nelle Filippine, Isnilon Hapilon, avrebbe lasciato Marawi. Secondo le autorità, sarebbero diversi i terroristi Daesh che stanno cercando di scappare dalla zona di conflitto a Marawi tramite il Lago Lanao. E da fonti tradizionali si apprende oggi che 89 “sospetti terroristi stranieri” sono a Mindanao.

Redazione

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