FILIPPINE. Il sultano di Marawi si offre di mediare

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Il sultano di Marawi si è offerto di fare da mediatore tra il gruppo Maute – ISIS e le forze governative per far liberare gli ostaggi e le persone ancora intrappolate dentro Marawi. Hamidullah Atar, sultano di Marawi, si è detto disponibile in seguito all’offerta del presidente Rodrigo Duterte  per un dialogo con i militanti (nella foto) per risolvere l’assedio. La proposta, riporta il quotidiano SunStar, viene da un incontro tra società civile, leader religiosi e tradizionali a Lanao del Sur che hanno chiesto a Duterte di «facilitare la situazione umanitaria e impedire l’ulteriore distruzione di Marawi» Nella dichiarazione si chiede la trattativa perché «la misura migliore del successo dell’operazione di sicurezza del governo dovrebbe essere proteggere i civili e le loro comunità invece di danneggiarle».

Il gruppo Maute può essere contattato attraverso i meccanismi tradizionali in quanto sono anche loro Maranaos. Il sultano ha detto di essere stato in grado di collegarsi a diversi membri del gruppo Maute mentre era intrappolato a Marawi per quattro giorni. «Hanno mostrato apertura a discutere di questioni relative a come porre fine alle ostilità attuali»”, ha detto Atar. «Sono ansioso di perseguire qualsiasi apertura per il dialogo nell’interesse di proteggere la mia città da ulteriori distruzioni e salvare i civili».

Atar ha affermato che prima della sua evacuazione da Marawi, gli ultimi propositi del gruppo Maute sono di stabilire un accordo basato sul rilascio di prigionieri, come il sacerdote cattolico Teresito Suganob, fatto prigioniero dai militanti islamici il 23 maggio, in cambio di un allentamento  delle azioni dei militari filippini nei loro confronti. Atar, liberato dopo 4 giorni di prigionia, avrebbe chiesto ai militanti il rilascio di Suganob. «Suganob è un caro amico. Siamo stati insieme negli incontri di dialogo interreligioso; Non posso girargli le spalle, ora» ha detto Atar.

Agakhan Mangondato Sharief, leader della società civile a Lanao del Sur, e ex capo del Milf, ha confermato che Suganob è ancora vivo. Sharief comanda una vasta rete di monitoraggio in città  Suganob, vicario generale della prelatura di Santa Maria in Marawi, è stato rapito dai militanti nelle prime ore dell’assedio della città, insieme a due fedeli della chiesa, prima di darla alle fiamme.

Oltre al dialogo interreligioso, Suganob è anche attivo nell’aiutare gli attivisti del Maranao a portare avanti la causa delle elezioni pulite della provincia. Nel video, Suganob ha dichiarato di essere parte di un gruppo di circa 240 individui che sono detenuti in prigione dai militanti in provincia. Suganob ha precisato che è prigioniero assieme a una professoressa dell’Università Statale di Mindanao, due operai della chiesa, che presumibilmente sono quelli presi con lui alla prelatura, due professori e cinque professoresse del Dansalan College e circa 200 tra carpentieri, aiutanti domestici, bambini, giovani, cristiani e persone di Subanen.

Luigi Medici