FILIPPINE. Duterte ora diventa il presidente “operaio”, con l’appoggio di Cina e Giappone

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L’ambizioso programma infrastrutturale del presidente filippino Rodrigo Duterte chiamato “Build, Build, Build, Build, Build”, sta iniziando a diventare realtà in termini di assistenza allo sviluppo d’oltremare e di accordi.

La settimana scorsa, riporta Asia Times, sono state presentate offerte per la prima tranche di contratti di costruzione per la seconda fase dei 163 km del sistema ferroviario di transito di massa del Corridoio nord-sud, progettato per circolare dall’aeroporto di Clark (a nord) a Calamba (a sud), che ha attirato nove concorrenti internazionali e due locali.

L’interesse degli offerenti è stato descritto un record dal Department of Transportation filippino. Gli offerenti erano Acciona (Spagna), Daelim (Corea del Sud), Song Ah Construction (Corea del Sud), EEI (Filippine). Hyundai Engineering & Construction (Corea), Italian-Thai Development (Thailandia), Megawide Construction Corp (Filippine), PT Pembangunan Perumahan (Indonesia), PT Waskita Karya Tbk (Indonesia). PT Wijaya Karya Tbk (Indonesia) e Sumitomo Mitsui Construction Corp (Giappone).

Il progetto del treno sopraelevato è finanziato congiuntamente dalla Banca asiatica di sviluppo, Adb, e dall’Agenzia giapponese di cooperazione internazionale, Jica. La verifica delle offerte dovrebbe durare tre mesi, con l’annuncio del vincitore prima della fine dell’anno.

Si tratta di realizzare una linea di 51,2 km da Malolos all’aeroporto di Clark, e sarà il più grande prestito di Adb fino ad oggi, pari a circa 2,75 miliardi di dollari per finanziare opere civili. Jica finanzierà i sistemi di segnalazione e il materiale rotabile. Il governo filippino contribuirà al progetto con altri 1,4 miliardi di dollari.

Complessivamente, il corridoio nord-sud costerà circa 9-10 miliardi di dollari, con Adb che raccoglierà circa la metà dei fondi. Si tratta di meno del 10% del programma “Build, Build, Build, Build, Build”, che prevede investimenti di 7-8 trilioni di pesos, cioè tra i 134 e i 153 miliardi di dollari, in vari progetti infrastrutturali a livello nazionale.

Il Giappone non è l’unico finanziatore internazionale di “Build, Build, Build, Build”; anche la Cina è nel circuito. Circa 10 miliardi di dollari del programma “Build, Build, Build, Build, Build” è già in cantiere per gli investimenti del governo cinese su nuove linee ferroviarie al di fuori di Metro Manila, compresa l’isola meridionale di Mindanao, patria di Duterte. Ente finanziatore in questo caso è China Exim Bank.

Le tre linee comprendono un collegamento di 630 chilometri fra Manila e le province del sud di Bicol e Quezon da ordinare entro il quarto trimestre di 2019, un collegamento del trasporto merci di 70 chilometri fra la zona economica di Clark e la baia di Subic e una ferrovia di 100 chilometri per Mindanao.

Antonio Albanese