FILIPPINE. Dopo Marawi, ISIS attacca Jolo

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Proseguono gli scontri a Marawi, città occupata da Isis nell’isola di Mindanao, Filippine. L’ultimo aggiornamento ufficiale sul numero di morti e feriti riporta che i morti sono 21: 13 militanti, cinque soldati, una guardia di sicurezza e due poliziotti; 31 i feriti. Le cifre comunicate da Isis via social sono diverse: 19 morti, tra i soldati e i poliziotti, e 39 feriti.

La città nella giornata del 25 maggio è stata invasa dai blindati dell’esercito, giunto con i carri armati, per stanare i jihadisti nell’area. Nelle operazioni sono stati salvati 120 civili utilizzati come scudi umani da parte di militanti nel centro medico di Amai Pakpak. Nella stessa giornata, Duterte ha detto che potrebbe estendere la legge marziale anche a Visayas e Luzon e ha anche annunciato di aver ordinato alla marina delle Filippine di bloccare le acque tra Mindanao e Visayas, per impedire ai jihadisti di fuggire via mare.

La polizia nazionale filippina è stata posta in allerta a livello nazionale. Tutti i comandanti delle unità devono rafforzare la sicurezza in tutte le installazioni vitali e nei luoghi pubblici. Le isole di Zamboanga, Basilan, Sulu e Tawi-Tawi, isole su cui si erano verificati precedenti incidenti terroristici, sono state poste in allarme rosso. I residenti di Cotabato City sono stati chiamati ad adottare “misure extra-precauzionali”, poiché è scattato l’allarme rosso a seguito di avvistamenti di terroristi. I movimenti da e per la città di Davao sono scoraggiati.

I jihadisti hanno fatto fuggire 107 prigionieri da due prigioni: Marawi City-Malabang District Jail 39 e Marawi City Jail. Al momento, un sacerdote cattolico, padre Chito Suganob, due impiegati della chiesa e 10 parrocchiani sono stati presi in ostaggio dai militanti.

Da Marawi City, i residenti stanno fuggendo e in parte si sono barricati in casa. Circa 20 uomini hanno preso posizione in un ospedale e vi hanno innalzato la bandiera nera di Isis. Dozzine di uomini armati hanno occupato il municipio, l’ospedale, la prigione e gli uffici del sindaco di Marawi, hanno bruciato la chiesa di Santa Maria, la prigione cittadina, la scuola Ninoy Aquino e il Collegio Dansalan e una serie di case.

Anche l’energia elettrica è stata tagliata mentre i cecchini di Maute sono sui tetti. Soldati e poliziotti sono impegnati in scontri a fuoco con i militanti nella città. Le truppe di Manila hanno sigillato i principali punti di ingresso e di uscita della città per bloccare via di fuga.

Nel frattempo il 25 maggio, Isis colpisce da un’altra parte: a Jolo, isola di Sulu, ha ucciso 10 soldati di cui 4 ufficiali.

Graziella Giangiulio