Stato di illegalità nazionale nelle Filippine

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FILIPPINE – Davao 05/09/2016. Il Presidente filippino Rodrigo Duterte ha dichiarato il 3 settembre lo “stato di illegalità” a livello nazionale, dopo che un attentato di matrice islamica ha ucciso 14 persone nella sua città natale, durante la sua visita alla città.

Duterte (nella foto visita il luogo dell’attentato), sindaco sceriffo di Davao per più di due decenni, ha detto che l’esplosione aveva intensificato quello che era già un «tempo straordinario» nelle Filippine, riporta Channel News Asia. «Devo dichiarare lo “stato di violenza senza legge” in questo paese, ma non è la legge marziale», ha detto Duterte per strada a Davao dopo aver visitato il luogo dell’esplosione «Ho il dovere di proteggere questo paese». La polizia e l’esercito dovrebbero attuare la “stato di illegalità” a livello nazionale, anche se non è chiaro in cosa si concretizzi. La presidenza ha detto che la frase era “radicata” nell’articolo della costituzione che rende il presidente responsabile delle forze armate; quindi l’esercito avrebbe aiutato la polizia nelle operazioni anti-crimine e anti-terrorismo.
Autore dell’attentato, il gruppo Abu Sayyaf, legato allo Stato Islamico, contro cui l’esercito sta combattendo da mesi nella parte meridionale del paese.
Duterte era in una riunione a 12 km dal centro di Davao, quando è avvenuta l’esplosione. Il capo della polizia nazionale, Ronald De la Rosa, ha detto che un Ied era stato piazzato nell’asfalto, come visto in Siria, in Libia e in Iraq. Davao è situata sulla grande isola meridionale di Mindanao, provincia afflitta da disoccupazione, rivolte e rapimenti.