Vita breve per la Farc?

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COLOMBIA – Bogotà 23/7/13. Il presidente Juan Manuel Santos ha promesso una reazione decisa il 20 luglio dopo l’uccisione di 19 soldati da parte delle Farc avvenuta nella giornata precedente si tratta del più grande attacco da quando sono stati iniziati i colloqui di pace a novembre 2012.

Santos è recato nella regione di Arauca al confine con il Venezuela, in cui 15 membri di un battaglione che custodisce gli impianti petroliferi della zona sono stati uccisi in un agguato il 19 luglio. Gli altri quattro soldati uccisi nella stessa giornata sono morti nella città di Doncello nella regione meridionale di Caqueta, roccaforte tradizionale delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia. Gli attacchi sonno avvenuti nell’anniversario dell’indipendenza della Colombia. I ribelli delle Farc avevano chiesto un cessate il fuoco visti i colloqui di pace avviati a L’Avana nel mese di novembre 2012, ma Santos aveva rifiutato. Dal 1999 al 2002, il governo ha concesso alle Farc un rifugio sicuro grande quanto la Svizzera per agevolare i colloqui di pace ma no è bastato. Ad Arauca, Santos ha ordinato agli alti comandi militari di mettere «l’intera macchina» bellica del paese in moto contro le Farc. «Abbiamo sì aperto la nostra mano per le trattative, ma abbiamo nell’altra mano un grosso bastone. Abbiamo la forza militare che verrà  applicata», ha detto Santos. Le Farc sono state pesantemente colpite militarmente negli ultimi anni e secondo gli analisti le probabilità di finire la sua cinquantennale insurrezione non sono mai state così alte