Falklands: inizio trivellazioni 2015

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FALKLANDS – Port Stanley 20/10/2013. Noble Energy, compagnia petrolifera statunitense già coinvolta nell’esplorazione di idrocarburi nelle isole Falkland, intende preso un bacino temporaneo ed è alla ricerca di un impianto di perforazione per iniziarne una esplorativa nei primi mesi del 2015.

Il Business Unit Manager nella Falklands della Noble, Mike Radabaugh, ha presentato i piani della società agli abitanti delle isole interessati alle attività future del settore petrolifero locale .

La società di Houston ha già acquistato le licenze di gas e petrolio per le Falklands settentrionali e meridionali nell’agosto 2012.

Mike Radabaugh ha spiegato le principali aree operative della società in tutto il mondo e ha detto al pubblico che la società sta «cercando il prossimo grande progetto», e che credeva questo potessero essere le Falklands.

I prossimi passi, ha detto, saranno la costruzione di un impianto temporaneo nella banchina est di Fipass e perforazioni esplorative supplementari con un target di inizio nel 2015.

Un ulteriore passo  nella zona settentrionale inizierà a novembre con l’arrivo della nave Pgs Titan; per quattro mesi una serie di equipaggi passeranno da Port Stanley attraverso charter ad hoc.

Per quanto riguarda la banchina temporanea, Radabaugh ha detto che la zona era stata individuata ed era stata considerata un posto ragionevole «vicino alle strrutturte eisstenti».

La costruzione comincerà probabilmente a febbraio 2014, con i materiali che arriveranno verso la fine di quest’anno. Il bacino, che è «ancora in una fase concettuale, sarà costruito in circa sei mesi, ma potrebbe essere portato via in seguito, se questo è ciò che ci verrà chiesto di fare».

Parlando di perforazione, l’obiettivo è quello di perforare due pozzi. Fondata da Lloyd Noble nel 1932, la Noble Energy ha 80 anni di esperienza nel settore energetico ed è stata uno dei primi produttori indipendenti ad esplorare il Golfo del Messico. Oggi, la Noble Energy è una delle 500 società analizzate da S&P, con riserve di 1,2 miliardi di barili di petrolio e beni per un totale di oltre 17 miliardi di dollari a fine 2012.

La società ha impianti onshore negli Stati Uniti nel Golfo del Messico, al largo del Mediterraneo orientale e in mare aperto Africa occidentale.