Export non-oil di Teheran

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IRAN – Teheran 11/12/2014. Con il calo dei prezzi del petrolio del 41 per cento negli ultimi mesi, il presidente iraniano ha affermato che l’export non petrolifero del Paese dovrebbe arrivare ai 50 miliardi di dollari, il 17 per cento in più rispetto all’anno precedente.

Rouhani ha fatto questo annuncio durante la riunione del governo del 10 dicembre; per Rohuani, il bilancio dei prossimi esercizi «sarà meno dipendente dai proventi del petrolio» riportava l’Irna. Secondo l’ultima pubblicazione dell’Amministrazione delle Dogane, recentemente pubblicata, le esportazioni non petrolifere dell’Iran sono pari a 31,447 miliardi di dollari nel periodo 21 marzo 23 novembre, un periodo di otto mesi che corrispondono al corrente anno fiscale iraniano. Durante questi mesi, le esportazioni non petrolifere del paese sono aumentate del 19,72 per cento, se confrontate allo stesso periodo dello scorso anno, tuttavia, la quota di condensato e di petrolio semi-greggio prodotta in totale delle esportazioni “non-oil” è molto ampia. L’Iran include il condensato di gas, un ultraleggero greggio, assieme a propano, butano, catrame e altri materie prime non petroliferi, nel paniere delle esportazioni cesto. Esclude però i prodotti petrolchimici, quelli di condensa, la crescita le altre esportazioni non petrolifere che sono di circa il 3,92 per cento, pari 13.757 milioni di dollari. Teheran ha esportato 8,729 miliardi di dollari di “condensa” durante gli ultimi otto mesi, cioè il 53,5 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Secondo gli esperti, l’Iran non è stato ancora in grado, però, di migliorare il valore reale delle esportazioni non petrolifere. Il crollo del prezzo del greggio dei paesi Opec, passato da 107,89 dollari a metà giugno a 62,33 dollari il 9 dicembre, è stato inaspettato per l’Iran, che aveva fissato il suo budget annuale sulla un prezzo di 100 dollari al barile. Secondo la sua legge finanziaria, l’Iran avrebbe dovuto esportare 1,3 milioni di barili al giorno di greggio (compreso il gas naturale condensato), ma le statistiche pubblicate da Reuters il 29 novembre riportano che le esportazioni di petrolio dell’Iran verso l’Asia erano pari a 1,11 milioni di barili al giorno nei primi dieci mesi del 2014. L’Iran esporta anche circa 0,1 mbg di petrolio verso la Turchia, ma il ministero del Petrolio iraniano ha confermato che l’obiettivo di 1.3 mbmpd non è stato centrato. Ora, il governo iraniano dovrebbe compensare la caduta delle entrate petrolifere, in parte con esportazioni non petrolifere, come quelle di minerali grezzi: alluminio, minerale di ferro, e così via.