EUROPA. I nuovi volti dell’Islam politico nell’UE

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A fronte di una ripresa dei movimenti nazionalistici definibili di destra, nell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America, stanno emergendo istanze organizzate dell’Islam politico nel Vecchio Continente, spesso con legami stranieri. Il caso più recente e eclatante è il partito olandese Denk.

Denk, riporta il sito Ipt, è stato fondato e condotto da due immigrati turchi; Denk ha vinto tre seggi nel parlamento olandese alle elezioni del marzo scorso, incarnato la più rapida crescita politica del paese come è stata definita dal quotidiano olandese Nrc Handelsblad ed ha l’appoggio di Ankara, come riporta il periodico olandese Elsevier. La sua piattaforma politica si basa sul principio dell’accettazione reciproca che va a sostituire quello dell’integrazione; un “monitoraggio dell’accettazione” per misurare quanto e come il principio cardine di “accettazione reciproca” sia realizzato e l’istituzione di una forza di polizia dedicata all’antirazzismo.

La vittoria del 15 marzo 2017 rende Denk un modello per la sua esportazione in altre realtà politiche europee.

Alle prossime elezioni francesi, al di là dei candidati presidenziali, si muove il Parti Egalité Justice, Pej guidato dall’avvocato franco-turco Sacir Çolak. Come Denk, il Pej è accusato dal Le Nouvel Observateur, di essere legato a doppio filo con l’Akp di Erdogan, accusa che Colak smentisce, riporta Anadolu, il partito sostiene di essere una voce per gli immigrati e ha lo scopo di combattere «le disuguaglianze e le ingiustizie», secondo quanto riporta Anadolu.

In Francia il Pej non è l’unico di questi partiti politici: l’Union des Musulmans Democrates Francais , Udmf, fondata nel 2012, ha già partecipato alle elezioni del 2015. Il fondatore Nagib Azergui ha insistito nei suoi interventi che il partito rispetta la laicità dello stato e intende promuovere la conoscenza dell’islam attraverso classi educative civiche che possano contribuire a lottare contro l’estremismo islamico. Umdf vuole istituire banche conformi alla sharia e chiede che la Turchia diventi membro dell’Unione europea; vuole far reintrodurre il diritto per le ragazze musulmane di indossare il velo nelle scuole pubbliche, punto però percepito come cavallo di Troia per la reintroduzione della religione nella sfera secolare.

In Austria, c’è il partito Neue Bewegung fur die Zukunft, Nbz, fondato anch’esso da immigrati turchi e guidato da Adnan Dinçer. Nbz non nasconde la sua vicinanza ad Ankara, e il partito sarebbe stato fondato come argine alla montante islamofobia del paese.

In Belgio, il quarto uomo più influente del paese, secondo il magazine belga Knack, Dyab Abou Jahjah, attivista politico belaga-libanese, ha annunciato una sua nuova iniziativa riporta il quotidiano belga de Morgen. Dopo una serie di precedenti tentativi, il controverso uomo politico belga spera di tornare alle elezioni del 2018 a Bruxelles.

Antonio Albanese