ETIOPIA. Piano di Abiy Ahmed per gli sfollati

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Il primo Ministro etiope Abiy Ahmed ha illustrato il 30 maggio un piano per riportare nelle loro case gli sfollati a seguito di violenze etniche, incontrando le comunità che di recente sono tornate a casa, mentre gli operatori umanitari hanno espresso il timore che l’iniziativa possa provocare nuove violenze.

Le rivalità tra i gruppi etnici hanno creato, secondo le Nazioni Unite, 2,4 milioni di sfollati. Secondo i dati pubblicati lo scorso anno nella nazione del Corno d’Africa, nel 2018 sono state spostate più persone che in qualsiasi altro paese, secondo i dati pubblicati a maggio. All’inizio di questo mese il governo ha annunciato l’aumento del piano di rimpatrio degli sfollati nelle loro case il più presto possibile, un messaggio che Abiy ha rafforzato quando il suo ufficio ha pubblicato sue foto mentre parlava con persone provenienti dalle aree di Gedeo e West Guji nel sud dell’Etiopia, recentemente ritornate alle loro case.

«L’esercito è stato coinvolto fino al punto di sostenere e garantire il passaggio sicuro degli sfollati verso i loro luoghi di origine, dove alcuni hanno ancora paura», ha scritto l’ufficio del primo Ministro ripreso da Reuters. Il governo ha aggiunto che sta lavorando per garantire che i rimpatri siano “volontari”, in linea con gli standard internazionali.

Le aree di Gedeo e West Guji sono state teatro di violenze brutali nel 2018: circa 700000 persone sono fuggite dalla violenza etnica nella zona La delegazione di Abiy, che comprendeva anche il suo ministro della Pace Muferiat Kamil, ha fornito alle comunità materiali da costruzione per ricostruire le loro case, rase al suolo durante le violenze, e il primo Ministro ha seminato piante, secondo il suo ufficio.

Il messaggio positivo contrasta con le opinioni dei gruppi internazionali e degli esperti secondo cui molti degli sfollati sono terrorizzati dalla prospettiva di tornare in patria ora, prima che le cause della violenza per motivi etnici siano state risolte.

Luigi Medici