ETIOPIA. Al Qaeda spiega il doppio gioco di Addis Abeba

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«Il ministro della Difesa etiope Aisha Mohamed si è offerto di schierare altre truppe etiopi come parte delle cosiddette forze di “peacekeeping” che operano sotto l’ombrello delle Nazioni Unite. L’offerta etiope è arrivata durante la riunione ministeriale tenutasi presso il Quartier generale delle Nazioni Unite a New York sulla capacità sistemica e la protezione militare tenutasi il mese scorso». A riportare questa notizia è Shahada News Agency, agenzia di stampa qaedista, che così indica un nuovo bersaglio per le prossime azioni. 

In effetti, stando quanto riporta Halgan Media, il ministro della Difesa etiope, Aisha Mohammed ha detto che l’Etiopia è pronta a impiegare ulteriori forze di pace per colmare le lacune individuate nelle attuali operazioni di pace delle Nazioni Unite. 

Mohammed ha fatto quest’annuncio durante l’incontro ministeriale sul peacekeeping tenutosi a New York alla fine di marzo. Aisha ha detto che l’Etiopia partecipa alle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite da settanta anni ed attualmente è paese leader con differenti livelli di impiego in diverse missioni di pace, anche se con un focus speciale sulla regione IGAD e il Corno d’Africa.

C’é un grande interesse per il reclutamento di soldati etiopi nelle missioni Onu da parte del governo etiope, «la situazione di vita all’interno dell’Etiopia sta peggiorando con la rivoluzione interna, l’alta frequenza di violenza e siccità, e le ondate di sfollamenti ed epidemie prevalenti nel paese per mancanza di standard di prevenzione e cura. Il governo etiope di solito nasconde le sue perdite umane in queste missioni, dove a centinaia sono state uccise nella vicina Somalia nella guerriglia condotta dal Mujahideen Youth Movement su basi e convogli etiopi come le forze Gazan con un pesante record di aggressione contro la Somalia nella storia e nell’attualità del paese», riporta Shahada News Agency che vuole mostrare l’altro aspetto del maggiore coinvolgimento etiope nell’Onu. «L’Etiopia è un partner strategico degli Stati Uniti d’America nel continente africano e un braccio militare per servire costantemente le aspirazioni della Casa Bianca,  (…) degli Stati Uniti che combattono ogni ascesa islamica nella regione».

Nel servizio dell’agenzia qaedista, viene indicato un altro nemico, oltre agli Usa: la Russia. 

«A parte, l’Etiopia aspira ad accedere all’energia nucleare con l’aiuto della Russia e non degli Stati Uniti d’America, il principale alleato di Addis Abeba, dove la commissione permanente per gli affari esteri del Parlamento ha presentato un progetto del Consiglio sull’uso e il sostegno dei programmi nucleari per progetti pacifici. Il progetto è in preparazione della firma di un accordo di cooperazione con la Russia nel settore dell’energia nucleare per usi pacifici e per la produzione di elettricità (…) Va notato che il riavvicinamento tra Russia ed Etiopia è uno dei risultati delle politiche di Mosca, che penetrano nel continente africano come Pechino, in quella che viene descritta come la corsa delle grandi potenze a dominare il continente».

Maddalena Ingrao