ETIOPIA. Abiy chiama all’unità per lo sviluppo del paese

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Il primo Ministro etiope Abiy Ahmed ha detto ai membri della sua coalizione di governo: «Un attacco contro uno di noi è un attacco contro tutti», spingendo il partito all’unità dopo mesi di violenza etnica. Abiy ha dato il via a una serie di cambiamenti politici ed economici da quando è entrato in carica in aprile: pace con l’Eritrea, liberare i prigionieri politici, impegnarsi ad aprire l’economia controllata dallo Stato e rivedere i servizi di sicurezza. 

Le riforme non hanno fermato la violenza etnica che si è intensificata da quando è stato nominato primo Ministro, anche nella sua stessa regione natale l’Oromiya, dove i manifestanti sono scesi in piazza per la prima volta nel 2015 per la percezione di emarginazione da parte dello Stato. «Se vogliamo vedere un’Etiopia sviluppata, non dobbiamo usare violenza sulla base dell’etnia o della religione», ha detto a circa 1.000 delegati al congresso del Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiopico, Eprdf, ad Hawassa. 

«Un attacco a uno è un attacco a tutti. Lo spostamento di uno è lo spostamento di tutti. La morte di uno è la morte di tutti», ha aggiunto Abiy che ha promesso di spingere per la riconciliazione e ha permesso alla leadership del separatista Oromo Liberation Front, Olf, indicato prima come organizzazione terroristica, così come a quella del gruppo di opposizione Patriotic Ginbot 7, di tornare dall’esilio. 

I combattimenti sono però continuati. Scontri a circa 150 km da Hawassa tra due gruppi etnici, gli Oromo e i Gedeo, hanno costretto quasi un milione di persone a fuggire dalle loro case da quando Abiy ha preso il potere.

«Un paese si sviluppa attraverso transizioni e un passaggio di consegne di leadership. La nuova generazione non dovrebbe incolpare la vecchia generazione, ma essere grata per i loro successi e sacrifici (…) Non si tratta di cancellare la storia – una storia che ci ha portato qui», ha detto Abiy.

Tommaso dal Passo