Esodo dal Rakhine

22

di Antonio Albanese  MYANMAR – Maungdaw 15/10/2016. Città e villaggi in tutto lo stato del Rakhine settentrionale sono oramai un deserto: i residenti terrorizzati sono fuggiti dalla repressione militare.

I funzionari locali ritengono che centinaia di persone residenti in zona, sede della minoranza musulmana Rohingya, abbiano progettato ed effettuato attacchi contro posti di polizia lungo il confine con il Bangladesh, scatenando la crisi.

Ventisei civili sono morti nel blocco imposto dai militari; secondo le denunce fatte in rete dai gruppi per i diritti umani, riporta Channel News Asia, l’esercito sta sparando contro i musulmani inermi per le strade, l’esercito sua volta dice che le truppe si stanno difendendo contro gli attacchi.

La polizia ha detto che 50 “violenti” hanno cercato più volte di invadere un posto di polizia il 13 ottobre, ma sono stati respinti da polizia e soldati.

Intanto le famiglie scappano da Maungdaw a piedi e in bicicletta i più fortunati; circa 180 insegnanti, lavoratori e residenti sono stati evacuati via aerea dall’epicentro della crisi, mentre centinaia di persone si sono riversate per le strade della capitale dello stato, Sittwe. Molti di quelli in fuga sono buddisti locali, che costituiscono la maggior parte del paese, ma sono meno del 10 per cento della popolazione nel Rakhine, dove la maggior parte delle persone sono musulmani Rohingya. Le tensioni tra i due gruppi religiosi sono esplose nel 2012, facendo più di 100 morti e migliaia di Rohingya nei campi profughi.

L’Organizzazione della cooperazione islamica in un comunicato ha chiesto il ritorno alla calma, dopo aver ricevuto «segnalazioni inquietanti di esecuzioni extragiudiziali di Rohingya musulmani, incendi di case, e arresti arbitrari da parte delle forze di sicurezza».

Secondo le autorità locali di Rakhine, 200-300 assalitori al confine hanno pianificato e condotto gli attacchi; i funzionari locali hanno pubblicamente accusato i Rohingya ed altri hanno accusato gruppi del Bangladesh.

L’esercito ha detto di aver catturato un sospetto, armato con le insegne della Rso, un gruppo militante Rohingya a lungo considerato scomparso, ma Rso ha negato il coinvolgimento. Un video comunque in lingua Rohingya chiama i musulmani al jihad, creando ulteriori preoccupazioni nelle autorità, anche se il governo sminuisce gli eventi.