Fitch declassa Eni

58

LIBIA – Tripoli 27/11/2013. L’outlook di Eni è stato declassato da stabile a negativo dall’agenzia di rating Fitch il 25 novembre a causa della situazione in Libia.

Stanti  le perdite nella produzione Eni in Libia, Fitch prevede un crollo delle prestazioni della società nel 2014, riporta il Libya Herald. Alla fine di ottobre, la produzione di gas e petrolio di Eni è caduta del 3,8 per cento nel terzo trimestre (1,653 milioni di barili al giorno). Le esportazioni di petrolio della Libia sono scese a meno del 10 per cento della capacità totale all’inizio di novembre, come confermato dai blocchi nella produzione nel paese. I gruppi federalisti a est e a sud del paese, gli attivisti amazigh nel Jebel Nafusa hanno bloccato gli impianti di produzione per motivi di politica interna. I manifestanti amazigh recentemente hanno terminato il loro blocco del aiuto Eni di Mellitah, a 100 chilometri a ovest di Tripoli, terminale del gasdotto Greenstream per l’esportazione verso l’Italia. Gli occupanti, dopo aver interrotto il flusso tra il 12 e il 19 novembre, hanno lentamente fatto riprendere la produzione fino a circa la metà della capacità di 22 milioni di metri cubi al giorno del metanodotto, ma ci sono segnali che i blocchi amazigh potrebbero riprendere. Dopo il fallimento del voto al Congresso del 25 novembre per fare della lingua amazigh, il Tamzight, una lingua ufficiale dello Stato, il Consiglio Supremo Amazigh starebbe considerando un nuovo blocco di Mellitah. Eni, seppur declassata, ha mantenuto il rating A + nel credito che potrebbe essere messo in pericolo, nonostante l’impegno di Paolo Scaroni verso il paese libico di investire 8 miliardi di dollari di nuovi investimenti nel prossimo decennio. La situazione della sicurezza in Libia è nuovamente instabile: a Bengasi Ansar Al-Sharia, dalla tarda serata del 26 novembre, ha attaccato postazioni dell’esercito. Tre posti di blocco sono stati attaccati, uno presso la sede dell’Esercito, un’altro all’ingresso occidentale di Bengasi e un terzo nel distretto di Keesh, riportano fonti locali. Esplosioni e scontri a fuoco pesanti sono stati segnalati anche nei pressi dell’ospedale di Al-Jalaa, in cui erano ricoverati 23 membri delle forze speciali di Bengasi per le ferite riportate negli scontri del 25 novembre con Ansar Al- Sharia. I social media di Bengasi riportano che tre soldati libici sono stati feriti negli scontri nei pressi dell’ospedale. 

CONDIVIDI
Articolo precedenteFoglie di fico russe
Articolo successivoTensione irano-saudita