IEA: a rischio la transizione energetica mondiale

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STATI UNITI – Washington D.C. 01/09/2014. Lo sviluppo delle energie rinnovabili dal 2014 al 2020 subirà una considerevole frenata, mettendo a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e, più in generale, la transizione energetica globale, necessaria per mitigare gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. È ciò che si evince dalla terza edizione del Medium-Term Renewable Energy Market Report presentato giovedì scorso dall’International Energy Agency (IEA).

Il rapporto spiega che a fine 2013 la quota di energia elettrica prodotta da rinnovabili è arrivata al 22% del mix mondiale, raggiungendo i 5070 TWh, 240 in più dell’anno precedente, e portandosi alla pari con quella ottenuta dal gas. Notevole è stata anche l’ascesa dei biocarburanti che dal 2012 al 2013 sono cresciuti del 7%, superando i 115 miliardi di litri l’anno.
Lo sviluppo delle rinnovabili, tuttavia, rallenterà e si stabilizzerà dopo il 2014 a causa soprattutto dall’incertezza normativa che frena gli investimenti. Secondo le stime dell’IEA, infatti, la produzione verde potrebbe aumentare entro il 2020 “solo” del 45%, con un incremento annuo pari al 5,4%, arrivando a 7.310 TWh ed andando a coprire quasi il 26% del mix mondiale. La potenza installata tra il 2013 ed il 2020, invece, salirà del 50%, passando dai 1.690 GW ai 2.555 GW. A favorire maggiormente la crescita saranno l’idroelettrico e l’eolico, mentre il fotovoltaico, che a fine 2013 ha registrato una potenza complessiva di 136,7 GW, nel 2020 potrebbe toccare i 400 GW di capacità. Per quanto concerne la produzione di calore e raffreddamento, che pesa per più della metà del fabbisogno energetico mondiale, poi, ad avviso degli analisti dell’Agenzia internazionale dell’energia, le FER nel 2013 hanno contribuito solamente all’8% della domanda ed il loro apporto nel 2020 sfiorerà il 9%.
Dal report emerge che i Paesi non appartenenti all’OCSE, spinti dalla necessità di diversificare i loro mix energetici ed anche dalle preoccupazioni per clima e inquinamento, rappresenteranno il 70% della crescita delle rinnovabili da qui al 2020. Le fonti pulite in questi mercati avranno un incremento molto più rilevante rispetto agli idrocarburi convenzionali, ciò nonostante esse riusciranno a coprire solo il 35% della domanda di elettricità ed i combustibili fossili continueranno ad essere assoluti protagonisti.
Il Medium-Term Renewable Energy Market Report, inoltre, prevede che gli investimenti in rinnovabili da qui al 2020 si attesteranno su una media annuale di 230 miliardi di dollari, dunque sotto ai 250 miliardi registrati nel 2013 e ai 280 miliardi del 2011.
Maria van der Hoeven, direttore esecutivo dell’IEA, in occasione della presentazione dello studio ha affermato: «Le energie rinnovabili sono una parte necessaria della sicurezza energetica. Tuttavia, proprio nel momento in cui stanno diventando un’opzione conveniente in un numero importante di casi, la politica e l’incertezza normativa cresce in alcuni mercati chiave». La stessa van der Hoeven ha aggiunto: «In molti casi le rinnovabili non hanno più bisogno di alti livelli di incentivi ma di un contesto di mercato che assicuri un rendimento ragionevole e prevedibile per gli investitori».