ENERGIA. Sale il prezzo del petrolio con le tensioni a Hormuz

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I prezzi del petrolio si sono rialzati questa settimana a seguito della notizia di un attacco contro una petroliera in Medio Oriente, in quanto gli investitori hanno preso in considerazione le dimensioni di un taglio del tasso di interesse della Federal Reserve previsto per la fine di questo mese.

Le azioni di Wall Street sono state in “zona positiva” per la maggior parte del 19 luglio, ma sono diminuite dopo che le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver confiscato una petroliera britannica nello Stretto di Hormuz. I prezzi del petrolio si sono poi rapidamente allineati sull’ultima escalation di tensioni tra Iran e Regno Unito, portando in alto le azioni legate al settore petrolifero negli Stati Uniti.

Il greggio Brent del Mare del Nord è salito dello 0,9% a 62,47 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha chiuso lo 0,6% in più a 55,63 dollari al barile. «Forse questa sarà l’azione che costringerà tutte le parti a scalare la tensione e a venire al tavolo delle trattative», ha dichiarato Bmo Capital Markets in una nota ripresa da Afp.

Alla borsa di New York, l’indice S&P 500 ha perso lo 0,6%, mentre il Dow ha chiuso in ribasso dello 0,3%, in parte sollevato da Boeing. Il gigante aerospaziale ha registrato un aumento del 4,5%, nonostante l’annuncio di 6,6 miliardi di dollari di nuovi costi legati al fermo a terra del 737 Max in tutto il mondo. Gli analisti hanno detto che mentre i costi erano più alti del previsto, Boeing ha rassicurato gli investitori sotto alcuni aspetti, compresa la sua decisione di non tagliare ulteriormente la produzione dell’aereo.

Gli stock degli Stati Uniti erano avanzati all’inizio della settimana dopo le osservazioni del presidente della Federal Reserve Bank John Williams, secondo il quale le banche centrali dovrebbero «agire rapidamente» e non temere una «serie drammatica di tagli dei tassi» per affrontare la debolezza economica. Questi suoi commenti sono stati interpretati come un sostegno ad un taglio dei tassi di interesse alla fine del mese, forse un taglio di 50 punti base.

Ma la Fed di New York ha chiarito che il discorso riguardava decenni di ricerca e non riguardava ciò che la banca centrale può decidere nella sua prossima riunione politica del 30-31 luglio.

Maddalena Ingrao