EMIRATI ARABI UNITI. Scongelati 700 milioni di dollari iraniani

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Gli Emirati Arabi Uniti scongelano milioni di fondi iraniani bloccati. Alla luce del miglioramento delle relazioni tra l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti, lo stato del Golfo ha sbloccato 700 milioni di dollari di fondi di Teheran congelati nei giorni scorsi. 

Il parlamentare iraniano Akbar Torki ha detto ai media iraniani che «gli Emirati hanno capito che i paesi occidentali e l’Arabia Saudita non possono fornire al paese sicurezza nelle circostanze attuali», secondo quanto  riportato da Al-Araby Al-Jadeed e Times of Israel. 

Torki ha detto che «le relazioni valutarie degli Emirati Arabi Uniti con l’Iran sono migliorate e che alcuni uffici di cambio iraniani a Dubai hanno ripreso l’attività». 

Gli Emirati Arabi Uniti hanno rivisto le relazioni con l’Iran, ha detto Torki aggiungendo: «Gli Emirati Arabi Uniti si presentano come la Svizzera del Medio Oriente, ma il commercio, le banche, l’energia e l’aviazione di questo paese dipende dalla sicurezza e sanno che non possono prosperare senza sicurezza», riporta Iran News.

L’osservazione di Torki non è isolata, anche altri funzionari iraniani hanno sottolineato il miglioramento delle relazioni tra l’Iran e gli Eau. Il Capo di Stato Maggiore del presidente iraniano Mahmoud Vaezi aveva detto giovedì scorso che: «Gli Emirati hanno preso l’iniziativa di risolvere i problemi con l’Iran».

Inoltre, riporta Teheran Times, il presidente Rouhani ha sottolineato la questione dei rapporti con i paesi del Golfo, in una conferenza stampa il 14 ottobre dicendo: «Negli ultimi mesi ci sono state comunicazioni tra l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti. Alcuni funzionari degli Emirati Arabi Uniti sono venuti in Iran e alcuni funzionari iraniani vi si sono recati. Le relazioni tra Teheran e gli Emirati Arabi Uniti sono migliorate negli ultimi mesi, e la tendenza è verso relazioni migliori».

Durante il suo discorso all’Assemblea Generale dell’Onu a fine settembre, il presidente iraniano ha teso la mano ai paesi della regione invitandoli tutti a formare l’Hormuz Peace Endeavor, chiamata anche Coalition for Hope: «Sulla base della responsabilità storica del mio Paese nel mantenere la sicurezza, la pace, la stabilità e il progresso nella regione del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, vorrei invitare tutti i Paesi direttamente interessati dagli sviluppi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz alla Coalition for Hope».

Graziella Giangiulio