El Sharara chiuso per sequestro

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LIBIA – Bengasi. 6/11/14. Il giacimento di petrolio El Sharara in Libia ha cessato la produzione dopo essere stato sequestrato da un gruppo armato, fonti del ministero del petrolio lo hanno riferito ieri alla agenzia di stampa Reuters.

Ore dopo l’attacco i lavoratori erano ancora intrappolati all’interno di edifici aziendali. «Non possiamo andarcene», ha detto l’operaio, chiedendo l’anonimato. «Ci stanno sparando». Il campo ha prodotto almeno 200.000 barili al giorno prima della chiusura, hanno detto le fonti. L’area nei pressi del campo, che è nel profondo sud dove nessuno rispetta le leggi dello sotto libico è stata teatro di scontri tra membri del Tuareg e Tibu, due minoranze che hanno lamentato l’abbandono e la discriminazione nel paese nordafricano. I manifestanti hanno chiuso il campo due volte negli ultimi 12 mesi per premere autorità ad accettare le loro richieste finanziarie e politiche. Manifestanti Tuarag chiuso il campo nel mese di ottobre, chiedendo una rappresentanza consiglio locale più grande e carte d’identità nazionali necessari per ottenere pieni diritti e benefici statali. Il governo aveva rinegoziato due volte la riapertura del campo, ma poi in estate di nuovo ci sono stati problemi, quando un gruppo armato ha sequestrato la capitale, costringendo il Primo Ministro riconosciuto a livello internazionale Abdullah al-Thinni a spostarsi a Tobruk. Le autorità si dimostrano troppo deboli per controllare ex ribelli che hanno contribuito a cacciare Muammar Gheddafi nel 2011, ma ora i ribelli sfidano l’autorità dello Stato prendendo il potere e una quota dei proventi del petrolio. Non solo sui social network dal mese di settembre si osservano immagni e video di militanti aderenti all’ISIS che sono andati alla conquista della Libia. Loro è al momento la città di Derna. Ma da giorni ci sarebbero in corso riunioni con i capi tribù per avere accesso alle risorse energetiche. ISIS ha fatto della conquista dei luoghi strategici: militari, energetici, logistici, il suo punto di forza. AL momento non ci sono conferme da parte delle autorità del fatto che ISIS si sia infiltra a Bengasi, Derna, mentre nel Fezzan vi sarebbero campi di addestramento per i combattenti. ISIS però continua a postare foto e video di località libiche conquistate per ora sulla costa. Di certo c’è che il rapido ritorno del greggio libico al mercato negli ultimi mesi ha aggiunto prodotto ad un eccesso di mercato già in corso. I prezzi dell’oro nero sono scesi di oltre il 25 per cento dal mese di giugno, anche se la crescente instabilità politica è aumentata l’incertezza rispetto ai livelli del paese di produzione e fornitura. I futures internazionali del greggio di riferimento Brent ha colpito un nuovo quadriennale basso di a 81,63 dollari al barile ieri. Per poi risalire su segnalazioni di un incendio oleodotto in Arabia Saudita e la notizia El Sharara.