Scarsa libertà religiosa in Egitto

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EGITTO – Il Cairo 04/05/2014. Continua ad esserci scarsa libertà religiosa in Egitto.

Nel rapporto annuale sulla libertà religiosa, la Commissione governativa statunitense sulla libertà religiosa internazionale (Uscirf) ha dichiarato che continua ad essere viva la repressione in Egitto. Per quanto riguarda l’Egitto, si legge nel rapporto: «Se la nuova Costituzione include miglioramenti per quanto riguarda la libertà di religione o di credo, l’interpretazione e l’attuazione delle disposizioni relative sono nell’incertezza».
Si aggiunge che ci sono leggi “repressive” e regolamenti che controllano le forme di libertà, compresa la libertà di pensiero e che in Egitto ci sono ancora verdetti per l’accusa di blasfemia. Uscirf aggiunge che diversi attacchi hanno preso di mira i cristiani durante e dopo il governo di Mohamed Morsi: la maggior parte degli attacchi non sono stati perseguiti, come quelli che hanno avuto luogo nel 2011 e 2012: «Durante la prima metà del 2013, la retorica settaria e l’incitamento dei chierici islamici contro i copti, gli sciiti, e i baha’i sono aumentati». Uscirf mette in discussione anche l’articolo 235 della costituzione egiziana, che riguarda la costruzione e la ristrutturazione delle chiese: «La Camera dei Rappresentanti emetterà una legge per regolamentare la costruzione e la ristrutturazione delle chiese, in un modo che sia garantita la libertà di praticare i riti religiosi cristiani». Per Uscirf, questo articolo rimette in vigore «l’approvazione governativa per la costruzione o la riparazione di chiese». La commissione raccomanda che una parte degli aiuti militari statunitensi sia assegnata all’addestramento della polizia in modo da proteggere la minoranza religiosa e i loro luoghi di culto. Inoltre, vengono invitate le autorità egiziane a rimuovere la voce “religione” dalle carte d’identità ufficiali, come passo verso il miglioramento della libertà religiosa.