Egitto: le condizioni di Jamaa Islamiya

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EGITTO – Il Cairo 01/09/2013. Abboud el- Zumar, leader della Jamaa Islamiya in Egitto, ha detto di essere in contatto con i capi dell’esercito per trovare una soluzione politica alla crisi attuale, chiedendo «clemenza» da entrambe per giungere ad un compromesso.

Lo riporta al Monitor. Zumar ha discusso i dettagli di un’iniziativa proposta dalla Jamaa Islamiya, un gruppo che costituisce una delle principali componenti dell'”alleanza pro – legittimazione” che sostiene Mohammed Morsi. L’iniziativa prevede quattro fasi, l’ultima delle quali è l’attuazione della road map fissata dall’esercito e e dalle forze rivoluzionarie «attraverso una soluzione costituzionale». In due interventi televisivi di Essam al- Arian e Mohammed al- Baltagi , leader del Partito Libertà e Giustizia, il braccio politico dei Fratelli musulmani, hanno mostrato che una delle vie su cui la Fratellanza procederà sarà la mobilitazione continua dei cittadini per le strade. Questo strumento è stato classificato dalla fonti dell’alleanza pro – riconciliazione come «pressione per migliorare la negoziazione». Zumar ha aggiunto che Jamaa Islamiya sta tenendo colloqui con i componenti dell’alleanza per preparare il terreno per l’appeasement, fase in cui lo spargimento di sangue e gli attacchi devono essere assenti. Ha chiarito che queste idee stanno tentando di trasformarsi in una “iniziativa” poliitca e che dipendono dalla presenza di una soluzione equilibrata tra le due parti (l’esercito e l’alleanza), in base alla quale ciascuno deve fare dei compromessi.

Per Zumar che questa iniziativa si compone di quattro fasi. La prima è l’appeasement, durante il quale il governo chiederà la revoca dello stato di emergenza e  eviterà di lanciare accuse di «incitamento alla violenza» alla Fratellanza. Inoltre, la fase precede il blocco degli arresti, di donne sooprattutto, e il rilascio degli arrestati. Da sua canto, l’alleanza creerà è un ambiente tranquillo escludendo qualunque uso di armi o di presenza in luoghi dove ci siano strutture di esercito o polizia o chiese, in modo che le proteste rimangano lontane da possibili scontri o tensioni con le autorità. Saranno proibiti i sit-in. Se entrambe le parti riescono a garantire queste condizioni, che prevedono anche un controllo delo status quo da parte dei media, solo allora ci sarà un passaggio alla fase successiva . Questa fase prevede negoziati tra l’esercito e l’alleanza con la Fratellanza nel centro. Zumar ha detto: «Accettiamo i negoziati sulla base della road map. Siamo d’accordo sui meccanismi di questo piano perchéprevede elezioni che riflettono la volontà pubblica, qualcosa che noi abbracciamo e approviamo. Tuttavia, il punto di disaccordo sta nelle precondizioni. Stiamo cercando di controllarle in modo che derivino dalla costituzione soggetta a referendum popolare (…) la Fratellanza è convinta che la legittimità costituzionale è la via d’uscita dal dilemma attuale. Di conseguenza, siamo alla ricerca di una soluzione basata sulla Costituzione, sospesa, in modo che questa soluzione possa essere utile per l’attuazione della road map».

Un accordo su questa base porterà alla terza fase: riconciliazione e attuazione del concordato.

Zumar ha detto: «L’impegno per la legittimità non significa necessariamente che Morsi torni al potere. L’idea del ritorno di Morsi è inapplicabile, perché si scontra con tutte le istituzioni (…) Il problema sta nella preparazione di un incontro tra la Fratellanza e l’esercito, e sulle garanzie per entrambe le parti». Zumar parla come un “mediatore” tra la Fratellanza e l’esercito , pur essendo uno dei leader più importanti della Jamaa Islamiya, il secondo più importante componente dell’Alleanza nazionale per il supporto Legittimità, dopo la Fratellanza. Zumar ha rivelato che ci sono «comunicazioni con il governo ad interim per sviluppare una soluzione prima che le parti si trasformano in nemici (…) Noi non mostrano ostilità verso i militari, la polizia o lo Stato. La rivalità politica non dovrebbe mai arrivare al punto di perseguitare l’avversario (…) Stiamo parlando con i funzionari militari responsabili per la road map». Ha poi aggiunto di sentire «che le forze armate sono desiderose di trovare una soluzione politica, e che sono consapevoli della gravità della situazione e delle implicazioni del conflitto, che potrebbe comportare gravi pericoli per il Paese, se continuasse». Da parte sua, Alleanza nazionale per la Legittimità ha detto che non ha riserve sulle iniziative volte a calmare la situazione anche se condotte da mediatori; tuttavia, ha sottolineato il suo rifiuto della proposta del comitato di 10 esperti con il compito di modificare la costituzione. L’alleanza ha detto in una dichiarazione che «significherebbe riprodurre un sistema corrotto». L’alleanza ha condannato «gli atti di violenza, gli incendi dolosi e i saccheggi effettuati contro chiese, moschee, stazioni di polizia, strutture pubbliche e private, così come quelli condotti contro le forze armate e la polizia nel Sinai».

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