Seconda esplosione in Sinai

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EGITTO – Sinai. 20/11/13. A pochi giorni dalla notizia che l’intelligence americana e quella egiziana stavano collaborando per prevenire attentati nel Sinai, arrivano due attentati.

Di un’ora fa la notizia di una seconda esplosione in Sinai, ancora si contano i feriti e i morti della esplosione di questa mattina, quando un kamikaze su una Hyundai Verna, con 150 kg di esplosivo, si fatto esplodere in una collusione con un autobus che trasportava i militari.

La nuova esplosione invece è avvenuta Sheikh Zuweid nel nord del Sinai. Stamattina l’attentatore ha scelto la strada che porta a Rafah, zona Kharouba vicino a El Arish. Secondo fonti militari egiziane, i soldati coinvolti nell’attentato appartenengono alla fanteria, aggiungendo che i militari stavano andando in licenza.

Dalle prime indagini sembra che vi sia coinvolto il gruppo di Ansar Gerusalemme, mentre secondo sinai.news, il gruppo sarebbe appartenente a Aqap, al-Quaeda nella penisola arabica. A testimonianza di ciò un video youtube che mostra il kamikaze prima dell’attentato.

Dopo l’esplosione le comunicazioni sono state interrotte nel Nord del Sinai con il sorvolo di elicotteri di ricognizione sopra la scena dell’attacco per cercare di rintracciare le persone coinvolte. Secondo il vice presidente del Centro di studi politici e strategici, Emad Gad, si tratterebbe di un attentato compiuto ad opera di gruppi di disperati “takfirista” dopo il successo dell’esercito egiziano nella eliminazione di gruppi terroristici locali. Secondo Gad l’esercito sta combattendo una guerra contro il terrorismo e probabilmente durerà a lungo.

Immediata la reazione dell’Eminenza Mufti che ha sottolineato che si tratta di una ingiusta uccisione di innocenti e si terrorizza la popolazione. Sottolineando che l’Islam rifiuta il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni, perché è un peccato aggredire e intimidire i civili, la distruzione del paese e la necessità della vita. Il Mufti esorta i musulmani a tenere lontano da tutti i leader la violenza e la messa in pericolo della sicurezza del paese e della gente, o provocare violenza o compiere atti terroristici. Il Mufti ha detto nella sua dichiarazione che la fede islamica inoltre nega il terrorismo e la contribuzione a esso, con qualsiasi mezzo, o l’occultamento dando alloggio, materiale di aiuto ai terroristi. Il Mufti egiziano ha chiamato leader religiosi e le persone a lavorare insieme per combattere il terrorismo e i pensieri distruttivi e atti criminali che colpiscono civili innocenti e forze di sicurezza e minacciano la stabilità della patria e la sicurezza dei suoi cittadini.