Ricorso in appello per Morsi

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EGITTO – Il Cairo 18/06/2015. L’ex presidente egiziano Mohammad Morsi ricorrerà in appello contro la condanna per violenza, rapimenti e torture irrogatagli per l’uccisione di manifestanti avvenuta durante la sua presidenza.

Il suoi collegio difensivo ha fatto una dichiarazione in tal senso ripresa dall’agenzia di stato egiziana, Mena, il 18 giugno. Ad aprile, Morsi e altri 12 membri dei Fratelli Musulmani, tra cui Mohammad al-Beltagy e Essam al-Erian, sono stati condannati a 20 anni di carcere senza condizionale. Morsi, primo presidente liberamente eletto in Egitto, è stato rovesciato dall’esercito nel 2013 dopo proteste di massa contro il suo governo. Da allora ha affrontato diversi procedimenti giudiziari.
In tutto l’Egitto, il paese arabo più popoloso, si è rigistrata una stretta sui partiti islamici: dopo il 2013, a centinaia sono stati uccisi e migliaia arrestati. Gli avvocati di Morsi hanno chiesto alla più alta corte civile egiziana, di respingere le pene detentive e ordinare un nuovo processo per tutti gli imputati davanti ad altro giudice penale, riporta l’agenzia Mena. Gli imputati sono stati condannati per violenza, rapimento e torture per l’uccisione di manifestanti durante le grandi manifestazioni controlli governo della fratellanza avvenute nel 2012. In precedenza, un tribunale del Cairo ha condannato a morte Morsi per una fuga di massa da un carcere del paese avvenuta nel corso della rivolta del 2011 assieme alla guida spirituale dei Fratelli Musulmani, Mohammed Badie, e altri quattro leader della Fratellanza. Altri 90, tra cui influente religioso Youssef al-Qaradawi, sono stati condannati a morte in contumacia. La Fratellanza ha descritto le sentenze come “nulle” e ha chiamato gi adepti ad una rivolta popolare il 19 giugno.