Riesplodono le piazze egiziane

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EGITTO – Il Cairo 17/04/2016. Centinaia di manifestanti egiziani sono scesi in piazza per la decisione del presidente Abdel Fattah al-Sisi di consegnare due isole all’Arabia Saudita.

La folla il 15 aprile ha chiesto il rovesciamento del governo, scandendo lo stesso slogan usato nella rivolta del 2011. «Il popolo vuole la caduta del regime», ha urlato la fola assembratasi al di fuori dell’Unione della stampa del Cairo, utilizzando la stessa frase sentita durante la rivolta 2011 contro il presidente Hosni Mubarak; i manifestanti avrebbero anche cantato: «Sisi Mubarak! Noi non ti vogliamo, vattene» e «Noi possediamo la nostra terra e tu hai venduto la nostra terra». In altre parti del Cairo, la polizia ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti, riporta Defence Web. Arresti e scontri nei pressi di una moschea nel quartiere Mohandeseen; gas lacrimogeni anche nella zona di Giza, fuori del Cairo, circa 200 persone disperse, hanno detto fonti della sicurezza egiziane riprese dalla testata. Il governo di Sisi aveva annunciato la scorsa settimana la firma di un accordo di delimitazione marittima che pone le isole disabitate del Mar Rosso in acque saudite, suscitando una protesta nei media egiziani. Il ministero degli Interni egiziano ha detto che avrebbe intrapreso azioni legali contro le persone che hanno partecipato alle manifestazioni indette per protestare contro il trasferimento delle isole, Tiran e Sanafir. L’Arabia Saudita e lo stesso Egitto dicono che le isole appartengono al Regno saudita e che sono state solo temporaneamente sotto il controllo egiziano, perché l’Arabia Saudita aveva chiesto al Cairo nel 1950 di proteggerle.