EGITTO. La Fratellanza Musulmana ammette di aver sbagliato 

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La Fratellanza Musulmana ha ammesso degli “errori durante la rivoluzione del 24 gennaio 2011, e la sua fase di governo». Nella sua prima dichiarazione ufficiale successiva alla morte di Mohammed Morsi, comparsa sui suoi siti ufficiali e sui media, la Fratellanza ha comunque denunciato una «sospetta complicità internazionale» sulla sua morte. Nel comunicato viene ribadita l’intenzione di sollevare la questione del trattamento dei prigionieri sia all’estero che nei forum internazionali.

Nella dichiarazione si separa tra l’azione politica generale e la più ristretta competizione per il potere, in quella che sembra essere un’ammissione del fallimento della sua esperienza politica attraverso il Partito per la libertà e la giustizia. 

La Fratellanza ha sottolineato «dopo la fine del “colpo di stato militare”», così come formulato nella dichiarazione, si concentrerà ora sul lavoro come movimento nazionale con un background islamico, sostenendo la nazione, praticando la vita politica nel suo quadro generale, e sostenendo tutte le fazioni nazionali che soddisfano la sua visione politica.

La Fratellanza ha annunciato che i suoi specialisti e scienziati sono autorizzati a impegnarsi nel lavoro politico attraverso partiti e movimenti che corrispondano alla sua visione di progresso della nazione. Il Partito per la libertà e la giustizia è stato sciolto nel 2014, tre anni dopo la sua costituzione, e dopo il rovesciamento di Morsi nel giugno 2013.

Il gruppo dirigente della Fratellanza, che oggi è tornata ad essere considerata una struttura terroristica, ha ritenuto che la morte di Morsi abbia imposto una nuova realtà nella forma e nella natura del conflitto. Nel tentativo di conquistare i dissidenti, la Fratellanza ha chiesto l’unificazione del «campo rivoluzionario» e ha fatto appello a «diverse ideologie e retorica, in particolare ai nostri “fratelli” per superare i disaccordi».

Nonostante l’annuncio di «molteplici revisioni interne» che hanno portato alla valutazione degli errori, il gruppo ancora una volta ha accusato «alleati e rivali della rivoluzione» aggiungendo che questi errori di calcolo e differenze hanno permesso alla “controrivoluzione” di prendere il controllo, aggiungendo poi che nel prossimo periodo comunicherà con tutti i membri del campo anti-regime in Egitto per chiarire la sua azione politica.

Tommaso dal Passo