EGITTO. La Danza del Ventre va preservata dagli intrusi

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I ballerini orientali egiziani si sono battuti a lungo per proteggere la loro professione da “intrusi” che ritengono distorcano lo stile di danza. Ma man mano che sempre più ballerini non egiziani vengono in Egitto per iniziare la loro carriera ed emergono nuovi generi musicali, la lotta si fa più dura.

La maggior parte dei ballerini orientali egiziani era abituata a ballare la musica classica araba o le canzoni di Umm Kulthum, traducendo le melodie attraverso i movimenti del corpo e usando il viso e i muscoli per esprimere i significati delle canzoni, senza pronunciare una parola. Queste esibizioni davano al pubblico una sorta di sentimento sacro e di puro godimento di questa autentica forma d’arte egiziana. Oggi una nuova generazione di danzatori preferisce ballare le canzoni del “mahraganat”, genere di musica elettronica e di strada egiziana che nasce sulla scia della rivoluzione del 2011.

In passato, vari ballerini egiziani hanno avviato campagne per aiutare la danza orientale a riconquistare la posizione dominante. Più recentemente, la rinomata ballerina orientale Randa Kamel ha lanciato una campagna volta a preservare la tradizionale danza del ventre/danza orientale egiziana. Alla campagna si sono unite altre danzatrici. Quando le danzatrici del ventre danzano al mahraganat, muovono il corpo più velocemente, scuotono il seno e i fianchi in modo volgare o puntano addirittura verso parti sensibili del corpo. Questo è dovuto ai ritmi della musica e a volte alle parole volgari delle canzoni che le danzatrici hanno scelto per attirare l’attenzione del pubblico. Questo tipo di danza è rifiutato dai ballerini tradizionali che credono che ogni loro mossa debba essere guidata dalla musica e che debba essere artistica piuttosto che volgare, riporta Al Monitor.

La danza orientale ha radici profonde nella cultura egiziana. Nell’antico Egitto, le donne danzavano come un modo per corteggiare gli dei, ed era come un rituale di culto, come illustrato sulle pareti di alcuni templi. In seguito divenne intrattenimento per re e reali. Una delle più antiche forme di danza moderna apparve all’inizio del XIX secolo con le donne gitane che venivano chiamate ghawazi cioè intrusi, perché invadevano la professione di danzatrici e facevano movimenti asimmetrici e indecisi rispetto alla musica e al ritmo. Si esibivano soprattutto nell’Alto Egitto.

A quel tempo, i ballerini originali egiziani si chiamavano “awalem”. Facevano a gara con i ghawazi e seguivano le regole della danza e i passi dei loro antenati. Molte ballerine raggiunsero la celebrità. Una delle prime ballerine famose del XIX secolo è stata Safiqa el-Keptia, il cui personaggio è il protagonista di un film del 1963 che porta il suo nome.

Secondo i tradizionalisti, la danza orientale ha iniziato a cambiare o addirittura a decadere all’inizio degli anni 2000, quando molti russi hanno iniziato a venire in Egitto e hanno iniziato a praticare la danza del ventre come professione.

Quando le palestre hanno iniziato a includere la danza orientale nei loro programmi, si è trasformata in una pratica di fitness. Le lezioni di danza per tutte le donne sono iniziate circa 10 anni fa al Cairo con un’istruttrice egiziana-senegalese.

Lucia Giannini