Nuovo corso e nuovo ambasciatore israeliano al Cairo

67

EGITTO – Il Cairo 18/07(2016. Il nuovo ambasciatore di Israele in Egitto David Govrin è arrivato al Cairo il 17 luglio per sostitueire l’ex ambasciatore Haim Koren, che ha ricoperto la carica per due anni.

La nomina di Govrin giunge durante la ripresa delle relazioni israelo-egiziano, anche se il sentimento popolare in Egitto rimane ostile a Israele, riporta il quotidiano on line Mada Masr. A settembre 2015, l’ambasciata israeliana al Cairo ha riaperto dopo una chiusura di quattro anni; nel 2011 infatti i manifestanti irruppero nell’edificio dell’ambasciata a Giza. A gennaio 2016, l’Egitto ha inviato un ambasciatore a Tel Aviv per la prima volta dal 2012, quando l’allora presidente Mohamed Morsi lo ritirò dopo un’offensiva israeliana su Gaza. La scorsa settimana, il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry ha incontrato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu a Gerusalemme, la prima visita in quasi un decennio (nella foto).
A maggio 2016, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva esortato palestinesi e israeliani a cercare la riconciliazione, affermando che l’Egitto è disposto a svolgere un ruolo in tal senso. Il Cairo diverrebbe così un potente attore diplomatico regionale anche per altre questioni, in cui Il Cairo ha bisogno della sponda israeliana, come nel caso della diga in costruzione in Etiopia; per Israele, la normalizzazione con l’Egitto aprirebbe la porta a una più ampia normalizzazione con altri paesi arabi come l’Arabia Saudita.
Non è ancora chiaro quale senso abbia quindi la nomina di Govril nelle relazioni tra Egitto e Israele. Govrin, che parla correntemente arabo, è un diplomatico di carriera; ha lavorato all’ambasciata di Israele al Cairo tra il 1994 e il 1997, e più recentemente è stato direttore Dipartimento del Giordano e del Nord Africa al ministero degli Affari Esteri israeliano. Da quell’ufficio ha coordinato le relazioni di Israele con Giordania, Marocco e Tunisia. Govrin ha svolto un lavoro di ricerca accademico sui movimenti nati dalla primavera araba, pubblicato poi con il titolo: “Il percorso alla primavera araba. Le radici ideologiche nel pensiero arabo liberale”. Il diplomatico così sintetizza il pensiero centrale del libro e, forse, della sua azione nel nuovo incarico: «I liberali presentano un’alternativa razionale sulla base di autocritica e responsabilità, al fine di affrontare meglio le sfide politiche,socio-culturali, economiche di un moderno stato arabo», afferma che la loro visione del mondo è «l’unica alternativa ideologica a quella dei movimenti islamici».